Simone Weil nel saggio “La prima radice”, scritto intorno al 1942.
La Weil vede nell’idea di “grande personaggio della storia” una contraddizione etica: da una parte questa idea ispira rispetto, dall’altra è un ruolo che si può conquistare essendo smisurati nel male.
Dice la Weil: “Si parla di punire Hitler. Ma non lo si può punire. Voleva una cosa sola e l’ha avuta: essere nella storia. Sia che lo si uccida, o lo si torturi, o lo si imprigioni, o lo si umili, la storia sarà presente a proteggerne l’anima [...].”
Ho letto i brani in un articolo di Alfonso Belardinelli sul Sole di oggi (“Fare il verso all’impegno”, p. 33).
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giugioni // 3 Dicembre 2008 a 8:23 pm |
Grande pensiero