
La Plata (Argentina), ieri. Il prete cattolico Christian Von Wernich assiste all’ultima udienza del processo in cui è imputato.
La procura accusa Von Wernich di complicità in 7 omicidi, 31 episodi di tortura e 42 sparizioni avvenuti fra il 1976 e il 1983, durante la dittatura militare. Von Wernich è un ex cappellano della polizia e, secondo l’accusa, avrebbe aiutato i suoi assistiti a interrogare gli oppositori della dittatura, molti dei quali finirono poi fra i desaparecidos. Von Wernich, che sostiene di non avere partecipato ai fatti, è stato smentito in aula da circa 70 testimoni oculari.
Oggi il tribunale di La Plata ha condannato Von Wernich all’ergastolo. In un comunicato, la Conferenza Episcopale Argentina ha preso le distanze dall’ex cappellano:
“[S]e un qualsiasi esponente della Chiesa, qualunque sia sta la sua condizione, avesse avallato con raccomandazioni o complicità qualunque di questi fatti (la repressione violenta), avrebbe agito sotto la sua personale responsabilità, errando o peccando gravemente contro Dio, l’umanità e la sua stessa coscienza”.
Il comunicato conferma la linea tradizionale della Chiesa cattolica: le azioni buone dei sacerdoti testimoniano la santità della Chiesa, i loro delitti sono una colpa individuale.
1 risposta finora ↓
Ivo Silvestro // 10 Ottobre 2007 a 9:05 pm |
Padri che sbagliano?