Al termine di un’appassionante notte elettorale, nella quale i suoi voti hanno oscillato a lungo fra lo 0,1 e lo 0,2%, il blogger Mario Adinolfi, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico, si è seduto davanti al computer ed è entrato in un universo parallelo dove ha avuto l’1,3% dei voti.
“Ecco il risultato: Walter Veltroni è segretario del Pd con il 75.63%, segue Rosy Bindi con il 14.04, Enrico Letta con il 10.14, Mario Adinolfi con lo 0.13%, Piergiorgio Gawronski con lo 0.06%. Ovviamente, poiché eravamo presenti solo nel 10% dei collegi, il nostro risultato reale nazionale è l’1.3% [grassetto nel testo]“.
Adinolfi si trova in un tipico universo “moltiplicativo”, dove se superate tre esami all’università in 3 anni avreste potuto passarne 30, e quindi i professori vi ammettono alla laurea; se lavorate un giorno alla settimana, potreste lavorarne cinque, e quindi l’azienda vi paga lo stipendio pieno; se vi danno uno schiaffone, vi ricoverano in terapia intensiva per curarvi anche gli altri nove che avrebbero potuto darvi.
Secondo alcuni osservatori, la lista di “Generazione U” appariva in pochi collegi perché Adinolfi, privo di titoli per capeggiare il più grande partito italiano, non aveva altri sostenitori che gli amici e i parenti.

4 risposte so far ↓
livepaola // 15 Ottobre 2007 a 8:09 pm
Per Adinolfi non sono dispiaciuta nemmeno un po’: mi sono rimasti impressi alcuni suoi interventi di rara finezza oltre che rispetto per l’elettorato potenziale (http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1557385). Ora speriamo che basti così…
Caminadella // 15 Ottobre 2007 a 10:23 pm
Sì, lui è molto avanti sulle donne.
Chiara // 22 Ottobre 2007 a 7:05 pm
Non ha preso nemmeno 1 voto a chilo. Che non sarebbe stato un pessimo risultato.
Caminadella // 22 Ottobre 2007 a 10:14 pm
Seimila chili? No, dai. Adesso sei tu che moltiplichi per dieci.
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