L’ipocrita del giorno è il senatore a vita Francesco Cossiga.
Chiara Lalli, “Cossiga single e il suo ridicolo escamotage”.
Francesco Cossiga è nuovamente scapolo. Non è chiaro se d’oro o di piombo, tuttavia è scapolo. E visti i tempi, un senatore a vita potrebbe essere un buon partito.
Sembra che la Sacra Rota abbia annullato il matrimonio con Giuseppa Sigurani, sposata nel 1960. Francesco e Giuseppa hanno avuto due figli, Francesca e Giuseppe (chissà il terzo come lo avrebbero chiamato); si sono separati nel 1993 e cinque anni più tardi hanno divorziato. Cattolico (una volta si è definito “cattolico infante”, non si sa se in senso letterale o metaforico), sostenitore della cosiddetta famiglia tradizionale, pare si sia avvalso del procedimento di nullità matrimoniale per difendersi dalla indissolubilità del sacramento nuziale.
Sebbene la religione cattolica e i singoli credenti spesso non brillino per coerenza, i processi di nullità matrimoniale aspirano ad essere l’ossimoro più ridicolo. Secondo il diritto canonico le proprietà essenziali del matrimonio sono l’unità e l’indissolubilità. Ma i tribunali ecclesiastici, composti quasi esclusivamente da giudici sacerdoti, hanno la facoltà di rendere nullo un matrimonio, ovvero come mai esistito. Questa negazione della realtà prende volgarmente il nome di annullamento. Le conseguenze comprendono la possibilità di (ri)sposarsi in Chiesa e di ricevere i sacramenti. Se la sentenza viene delibata dall’ordinamento italiano il risultato sarà la cessazione dell’assegno di mantenimento o la scomparsa di eventuali diritti ereditari del coniuge.
Ebbene Cossiga dopo 33 anni di matrimonio e 2 figli potrà legittimamente far finta che tutto ciò non sia mai accaduto.
L’articolo è uscito su E Polis di oggi (p. 9) e su Bioetica, il blog benemerito di Chiara Lalli e Giuseppe Regalzi.
Qui qualche dettaglio in più sulla famiglia Cossiga e le ragioni dell’annullamento (il pessimo carattere della moglie, pare di capire).
3 risposte finora ↓
lector in fabula // 21 Ottobre 2007 a 9:58 am |
Ti cito un esempio, per analogia. Se non ricordo male, durante la guerra di Bosnia, alcune suore vennero violentate e rimasero incinte. Il papa diede il suo assenso affinché abortissero. Recentemente, una senatrice ha proposto l’introduzione legale dell’aborto terapeutico per le donne vittime di stupro. La chiesa ha lanciato i suoi strali in difesa del “diritto alla vita”.
Ciò che interessa alla chiesa non è il fenomeno in sé, bensì poterne mantenere il controllo; in pratica, il potere. Il matrimonio è sempre indissolubile se a dissoverlo sono gli altri. Quanto a Cossiga, tamquam non esset.
Ciao
Caminadella // 21 Ottobre 2007 a 10:24 am |
Ti do ragione su tutto tranne, purtroppo, che sull’episodio della Bosnia. Le cose andarono esattamente al contrario. Ci fu una richiesta (non ricordo se da parte delle suore o di qualche associazione) di permettere l’aborto, ma il Vaticano negò l’assenso.
lector in fabula // 21 Ottobre 2007 a 12:39 pm |
Scusa, ero mal informato. Ho controllato meglio ed effettivamente hai ragione. A volte la propria memoria tradisce e i riscontri che mi ero procurato prima di scrivere si sono rivelati errati e superficiali. Capita. Ciao.