La scienza di permettere a un esercito di trovarsi in vantaggio di numero, di terreno o di armi prima di attaccare, se possibile cogliendo i nemici nel sonno e quando è una settimana che non mangiano.
Strategia militare
9 Gennaio 2008 · 5 Commenti
Categorie: Frammenti dal diario di bordo del Comandante Gronk
Messo il tag: Strategia militare
5 risposte finora ↓
morgan // 10 Gennaio 2008 a 12:38 pm |
che tristezza, mi ricordo un esame all’università su queste cose, provavo solo tristezza
aquatarkus // 12 Gennaio 2008 a 12:37 pm |
O durante le feste comandate:
vedi offensiva cinese in Corea a Natale o la Guerra del Kippur.
In realtà la strategia militare è quella di riuscire a far pensare al nemico che mai e poi mai durante queste occasioni verrà attaccato. E che mai si sarebbe sbarcati in Normandia.
Loforestieroprolisso // 12 Gennaio 2008 a 2:36 pm |
Morgan, mi chiedo se provassi tristezza nel dover dare un esame in merito alla materia,
perchè la materia in sè ti provocasse tristezza a priori,
o se la tristezza scaturisse dalle conseguenze pratiche implicite della materia applicata, richiamate alla tua attenzione dallo studio.
Aquatarkus, L’ultima è una faccenda di Metis, inganno, ambito traguardo della pratica militare occidentale fin dai tempi dell’iliade. Nella fattispecie, al contario del cavallo, per la normandia si creò l’illusione di una forza maggiore, pronta a sbarcare a Calais, tale da far sembrare il vero attacco una diversione.
Le altre sono una questione di Virtus ovvero tempismo, tenacia, metodo e/o imprevedabilità, anch’esse assai ricercate per quanto forse un pò diverse poichè non includono direttamente l’inganno puro e semplice.
Un conto e far calare le braghe all’altro, un altro è coglierlo con le braghe calate autonomamente: esiti simili, origini differenti.
Un pò poker, un pò scacchi. Se preferite scacchi coperti, in cui non vedete i pezzi dell’altro finchè non li avete a portata di una vostra mossa.
Una cosa quindi sarà il bluff, indurre nel prossimo considerazioni sbagliate e sfruttarne le reazioni: altro è riuscire ad utilizzare le risorse a disposizione -con mezzi che includono, perchè no, anche l’inganno assieme a velocità, metodo, tempismo e quant’altro- in modo da giungere alla situazione in cui il nostro avversario può fare quel che vuole, tanto ha già perso.
In genere, ci si riferisce a tutto questo col termine “tattica”. Vince le battaglie ma non garantisce la vittoria delle guerre
-come i tedeschi hanno avuto modo di verificare.
In generale, finora qui vedo considerare la strategia solo come fenomeno attivo, che precede un attacco.
Eppure è possibile avere indurre con l’inganno l’avversario ad attaccare: fagli impiegare risorse verso obiettivi che non esistono, oppure spingerlo attaccare in modi, tempi e luoghi che poi si riveleranno autolesionistici.
Per finire (prima di perdere totalmente con ulterori sproloqui la vostra benevola tolleranza), l’obiettivo ricercato dalla strategia è, riassumendo un pò il post, di avere la vittoria in mano prima di scendere in battaglia. Ciò non esclude però un’altra possibilità:
vincere senza dover nemmeno combattere.
Purchè che si abbia ben chiara cosa sia la vittoria, beninteso.
Vincenzo // 11 Febbraio 2008 a 10:37 am |
bene, allora è chiaro adesso cosa bisogna combattere spero, no?
rexxx // 20 Giugno 2008 a 7:57 pm |
Vorrei conattare Loforestieroprolisso.Come posso fare? Grazie.