Universi paralleli

Don Nicolò Anselmi sbalzato in un universo parallelo

13 Febbraio 2008 · 25 Commenti

Caos CalmoMentre era immerso nel tepore della casa parrocchiale, e si riposava guardando la TV, don Nicolò Anselmi, responsabile della CEI per la pastorale giovanile, è stato sbalzato in un universo parallelo dove il Tg1 è diretto da Tinto Brass.

Don Anselmi non si è accorto dell’incidente fin quando, al termine di un giro completo di telecomando, è tornato sul Tg1 e si è trovato ad assistere a una versione integrale della lunga e vivace scena di sesso fra Isabella Ferrari e Nanni Moretti nel film “Caos calmo”.

L’inaspettato spettacolo ha provocato a don Anselmi:

1) una poderosa erezione;

2) una profonda indignazione.

La seconda lo ha spinto a scrivere una lettera ai futuri partecipanti della Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney. Don Anselmi, che guiderà la delegazione italiana, si è lamentato nella lettera che il Tg1 abbia dedicato “molti minuti alla scena erotica pesante”.

Venuto a conoscenza del fatto, il direttore del Tg1, che nell’universo reale è Gianni Riotta, ha chiesto subito di visionare la cassetta del programma. Purtroppo, non vi ha trovato scene di sesso.

Infatti, mentre don Anselmi guardava la Ferrari e Moretti, gli spettatori dell’universo reale assistevano a un lungo servizio sui nuovi capelli di Ronaldo. Così, per quanto non ami contraddire la CEI, Riotta ha dovuto precisare che il suo Tg non aveva trasmesso neanche un fotogramma della scena.

Nella lettera, don Anselmi si era anche stupito che una donna come Isabella Ferrari si fosse prestata a una scena di sesso: “da un volto sensibile e delicato come la Ferrari mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera”, ha scritto il nostro.

Evidentemente, nell’universo parallelo in cui si trova le donne che fanno sesso hanno tutte la faccia da troia.

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25 risposte finora ↓

  • Gianni // 13 Febbraio 2008 a 8:06 am | Replica

    Ognuno vede quello che vuol vedere. :-)

  • Ognuno vede quel che vuol vedere at yogasutra@areablog // 13 Febbraio 2008 a 8:17 am | Replica

    [...] del responsabile della Cei che bacchetta il TG1 per aver trasmesso una scena erotica che non ha mai trasmesso rappresenta bene il rapporto che [...]

  • davide l. malesi // 13 Febbraio 2008 a 9:55 am | Replica

    Toh, abbiamo scritto un post sullo stesso argomento (più o meno) :)

  • V // 13 Febbraio 2008 a 10:01 am | Replica

    Peraltro, nella lettera Anselmi dice che gli è stata “raccontata da un ragazzo via e-mail”: non dice mai mai mai di averla vista lui.
    (e qualcuno gli spieghi che Moretti non è il regista di Caos Calmo, per l’amor di chi-sai-tu)

  • Caminadella // 13 Febbraio 2008 a 11:05 am | Replica

    Gianni: fino a un certo punto. Credo che molti telespettatori volessero vedere quella scena, e invece si sono sorbiti i capelli di Ronaldo.
    Davide: siamo seri, tu hai usato la scusa di don Anselmi per parlare di un argomento che ti è caro.
    V: mah, probabilmente don Anselmi ha un ricordo vivido della scena ma, essendo tornato nel nostro universo, non sa più dove l’ha vista. Da cui questa storia della mail, che è di per sé assai improbabile: tu ce lo vedi un ragazzo che scrive a un prete per descrivergli una scena di sesso in tutti i suoi più torbidi dettagli?
    Oddìo, ecco, forse in certi casi.

  • V // 13 Febbraio 2008 a 11:26 am | Replica

    Caminadella, te sei un mattacchione, lo sai?
    (Comunque sia, non si può apprezzare il viaggio spaziotemporale di Don Niccolò se non nella versione integrale. A rileggerla, in effetti sembra un po’ quando si dice che “mi hanno raccontato di un porno in cui…”)

  • Gianni // 13 Febbraio 2008 a 11:27 am | Replica

    Forse sono stato troppo sintetico. Con “Ognuno vede quello che vuol vedere”, quel che intendevo dire è che chi cerca scene di sesso da stigmatizzare poi le vede dappertutto, anche al TG1 :-)

    Complimenti per il post, molto divertente. Ne ho tratto spunto per considerazioni “yogiche” sul mio blog. http://www.yogasutra.it

  • Ivo Silvestro // 13 Febbraio 2008 a 11:32 am | Replica

    Hai dimenticato l’appello affinché gli attori facciano obiezione di coscienza.
    Nella dimensione parallela, non sono gli attori a scegliere il film nel quale recitare, ma il contrario.

  • Caminadella // 13 Febbraio 2008 a 1:55 pm | Replica

    V: ti raccomando anche la parte dove dice “Molte persone osservano che i consacrati non possono e non devono parlare di sessualità corporea perché non la vivono. Mi sento di poter dire che noi la conosciamo e la stimiamo così bella e importante che ogni giorno la offriamo sull’altare”.
    Io sarò mattacchione, ma ora mi chiedo che diavolo faccia don Anselmi sull’altare.
    Gianni: massì, avevo capito. Vedi inizio del commento di V. E grazie del post.
    Ivo: hai ragione. Comunque vedo un modo facile di importare l’obiezione nell’universo reale:
    1) l’attore si fa assegnare una parte in un film con scene crude di sesso;
    2) ricorre a qualche scusa per rinviare la ripresa di queste scene all’ultimo giorno di lavorazione;
    3) a quel punto fa obiezione di coscienza;
    4) siccome il budget è speso e il regista deve consegnare il film, si rassegna a girare una scena dove l’attore e l’attrice stanno tutta la notte sdraiati sul letto tenendosi per mano;
    5) il produttore cambia il titolo da “La notte calda dell’ispettore Tibbs” in “La notte calma dell’ispettore Tibbs”, sperando che i finanziatori non si accorgano di nulla.

  • davide l. malesi // 13 Febbraio 2008 a 2:09 pm | Replica

    Nicola, ti dico di più: con la tua risposta a V. nel commento n. 5 mi hai offerto uno spunto narrativo mica male. Peccato che in “Clint Eastwood” non ci sia più spazio (ma posso metterlo in un altro racconto).

    Comunque, attendiamo le reprimande della CEI per le scene di sesso tra Gaius Baltar e Numero Sei in “Battlestar Galactica”, per il testo di “Raw” degli Spandau Ballet (“It’s a strange idea of love / Like a wolf at the door / Like a scratch of a claw / She says come on baby, I want it raw”) e per chissà quanta altra roba che ora non mi viene in mente. Ma non si può prendersela con “Caos calmo” selettivamente. Le regole valgono sempre. Non è così, che dicono i cattolici?

  • Caminadella // 13 Febbraio 2008 a 6:10 pm | Replica

    Davide, ma “I want it raw” non significa “senza preservativo”? Non sarà un invito a mantenere l’atto sessuale aperto al dono della vita?

  • davide l. malesi // 13 Febbraio 2008 a 9:50 pm | Replica

    Nicola, potrebbe anche darsi. Tuttavia ho la sensazione che l’intenzione di “Raw” sia un tantino diversa, anche alla luce di questi altri versi, che mi sembrano abbastanza allusivi: “Well I’m plugged all the holes / and sealing all the cracks”. Tu mi dirai che sono malizioso: ma non era proprio un politicante cattolico a dire che a pensar male si fa male, ma spesso ci si indovina?

  • davide l. malesi // 13 Febbraio 2008 a 9:51 pm | Replica

    volevo dire: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, sorry.

  • Caminadella // 14 Febbraio 2008 a 7:11 am | Replica

    Davide, una delle poche certezze della vita è che Andreotti ha sempre ragione.

  • davide l. malesi // 14 Febbraio 2008 a 11:47 am | Replica

    Insomma, è un po’ come la morte e le tasse.

  • Federico Nardini // 14 Febbraio 2008 a 6:35 pm | Replica

    sentite don Nicolò ha perfettamente ragione!!!!
    se lo conosceste sapreste che non parla tanto x dar aria alla bocca!
    se ha scritto tutto questo un motivo cè!

  • Caminadella // 14 Febbraio 2008 a 8:09 pm | Replica

    Federico, hai scritto un inno al pensare con la propria testa.

  • Lilla // 14 Febbraio 2008 a 9:07 pm | Replica

    L’articolo era pubblicato su Avvenire il 7 febbraio e nessuno se n’è accorto…

  • Caminadella // 15 Febbraio 2008 a 6:53 am | Replica

    Lilla, non mi stupisco. Anzi, a volte ho l’impressione che queste polemiche siano montate da qualcuno. “Uhm, non c’era quella lettera di Anselmi dell’altro giorno? Rilanciamola e diciamo ecc. ecc.”. Ma forse sono mie fantasie.

  • davide l. malesi // 15 Febbraio 2008 a 9:19 am | Replica

    No, non sono tue fantasie. Nelle redazioni dei giornali (cartacei) succede, posso dirlo per esperienza diretta. Non vedo perché in quelle dei tiggì dovrebbe andare diversamente.

  • intempestiva // 19 Febbraio 2008 a 2:19 pm | Replica

    C’era quella storiella della yiddishe mame che per caso inizia a vedere un film porno. Straziata, angosciata, lo guarda tutto: fino alla fine spera almeno che i protagonisti si sposino.

  • Caminadella // 19 Febbraio 2008 a 6:31 pm | Replica

    Elisabetta, credo che circoli una versione dei “Promessi Sposi” grosso modo così.

  • s|a // 20 Febbraio 2008 a 6:34 pm | Replica

    per dirla con Guzzanti, due universi paralleli non s’incontrano mai e se si incontrano non si salutano. Questo è più o meno il rapporto tra le gerarchie ecclesiastiche e la realtà. Linkerò il tuo post al mio sullo stesso argomento.

  • Caminadella // 20 Febbraio 2008 a 7:21 pm | Replica

    S/A, purtroppo non è vero. Gli universi paralleli si intersecano, altrimenti non sapremmo che le gerarchie ecclesiastiche esistono.

  • s|a // 20 Febbraio 2008 a 11:04 pm | Replica

    Hai ragione. Purtroppo. Ma solo per sbaglio, come in “Ritorno al futuro”. Possiamo considerare la Chiesa uno sbaglio? Credo di sì. Niente a che vedere con il sacro o con Dio, il cui rapporto è assolutamente personale, per chi ci crede, e non ha bisogno di mediazioni né tanto meno di funzionari. È come privatizzare l’acqua.

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