Una sintesi felice della mentalità delle avanguardie, che disprezzano la cultura di massa in cui vivono e tentano di creare la cultura di massa in cui dovranno vivere i loro successori.
La frase vale per le avanguardie artistiche come per quelle politiche, e getta un raggio di luce su perché a volte si fondano (per esempio in Wagner).
Ho letto la frase in questa vecchia tavola rotonda sull’attualità di Nietzsche (via Organization and Markets). La usa lo storico Peter Bergmann, che però non sembra averla coniata.
L’intento della frase è critico, ma riesco a immaginare le avanguardie che l’adottano come slogan. Senza dubbio, se siete un artista e vi accusano di elitarismo, dicendo “sono elitario verso il presente, ma democratico verso il futuro!” fate un figurone.

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