Universi paralleli

Da cosa dipendono i tassi di aborto?

26 Febbraio 2008 · 3 Commenti

Nel corso di un’intervista alle Invasioni Barbariche, Giuliano Ferrara ha dichiarato che in Italia gli aborti sono pochi per merito della Chiesa Cattolica, che difende i valori della vita, mentre in Francia sono tanti perché lì la Chiesa è debole e la secolarizzazione ha preso piede.

E’ verissimo che in Francia le donne abortiscono più che da noi. E però se uno vuole capire da cosa dipendono realmente i tassi di aborto dovrebbe guardare questa tabella (fonte: Unicef, A league table of teenage births in rich nations, luglio 2001, pdf, p. 20).

Pregnancy and abortion rates in teens

Il rettangolo scuro indica i tassi di natalità fra le madri adolescenti (numero di figli ogni 1000 ragazze); il rettangolo chiaro i tassi di aborto delle adolescenti (numero di aborti ogni 1000 ragazze). I fatti più interessanti sono:

  1. ci sono paesi molto secolarizzati, come il Giappone e l’Olanda, dove i tassi di aborto sono ai livelli italiani;
  2. il paese dove la religione è più forte, e più forte è la “difesa della vita”, è anche il paese dove i tassi di aborto sono più alti (gli Stati Uniti);
  3. il tasso di natalità è chiaramente correlato con gli aborti; cioè, dove le ragazze abortiscono poco partoriscono poco; dove abortiscono molto fanno anche molti bambini.

Quest’ultimo fatto implica che il miglior predittore dei tassi di aborto delle adolescenti è… quanto spesso restano incinte.

In teoria, potrebbe essere che le adolescenti giapponesi e olandesi abortiscano poco perché caste. Ma, a parte che non ci sono evidenze che lo siano, ciò rovescerebbe la convinzione di tutti (Ferrara e vescovi inclusi) che la secolarizzazione tende a disinibire i giovani.

L’unica spiegazione alternativa è che i tassi di aborto sono bassi dove i contraccettivi sono diffusi e gli adolescenti sono istruiti ad usarli. Questa è anche l’opinione del rapporto Unicef, che dice (p. 20):

” … il Regno Unito e gli Stati Uniti e sono [...] società che hanno sperimentato la trasformazione socio-sessuale, inclusa la sessualizzazione dei mezzi di comunicazione, ma senza fare cambiamenti corrispondenti nel preparare i giovani ad affrontare le nuove pressioni. Può darsi che i servizi e le informazioni sui contraccettivi siano formalmente disponibili, ma in un’atmosfera ‘chiusa’ di imbarazzo e segretezza. O, come dice un adolescente britannico, ‘a volte è come se il sesso fosse obbligatorio ma la contraccezione illegale’.”

Conseguenza: se l’Italia ha tassi di aborto bassi, probabilmente non dobbiamo ringraziare i preti (che negli Stati Uniti si fanno sentire più che da noi) ma le nostre vituperate sessantottine, che avranno fatto molti sbagli ma almeno sanno parlare alle loro figlie e informarle su come proteggersi.

Ciò nonostante, la teoria di Ferrara sulla Francia potrebbe non essere del tutto errata.

Se guardate di nuovo la tabella, vedete che la Francia fa parte di un gruppo di paesi dove i tassi di aborto sono abbastanza alti e, soprattutto, più alti dei tassi di natalità. Gli altri membri sono la Danimarca, la Svezia e la Norvegia. Dato che sono paesi secolarizzati, Ferrara potrebbe accusarli di avere banalizzato l’aborto e di avere spinto le adolescenti a usare l’interruzione di gravidanza come una forma di contraccezione.

Ma allora quale consiglio dovremmo dare alla Francia? Di scatenare una guerra culturale all’aborto, e spingersi verso il modello americano? O fare una campagna per i contraccettivi veri e avvicinarsi al modello olandese?

Crediti: per l’intervista a Ferrara a Emmyfinegold; per il rapporto Unicef a Monbiot.

Categorie: Fatti e numeri
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3 risposte finora ↓

  • emmyfinegold // 27 Febbraio 2008 a 10:31 pm | Replica

    IMHO :-) credo che l’aborto legale serva soprattutto per evitare l’aborto clandestino e i gravi rischi ad esso correlati. Per diminuire poi i tassi di aborto sono d’accordo con l’Unicef non c’è una informazione efficace soprattutto per gli adolescenti e gli extracomunitari

  • Caminadella // 28 Febbraio 2008 a 7:37 am | Replica

    E’ anche la mia HO. :-) Poi uno può discutere del lato morale, di cosa sia un embrione, ecc. ma è una discussione accademica una volta che si riconosce che in uno Stato che non sia totalitario, e non voglia praticare l’internamento forzato delle donne in gravidanza, non c’è modo di impedire a una persona che vuole abortire di farlo.

  • nevevalenti // 20 Marzo 2008 a 2:43 pm | Replica

    Ferrara sta solo strumentalizzando un argomento come suo solito, quello che dichiara non conta niente. Il problema è che in tanti non lo sanno, e per questo è sempre bene diffondere i dati reali.
    Tenendo conto che però gli ‘integralisti’ di casa nostra li ignoreranno comunque. :/

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