Universi paralleli

Oggetti sessuali

9 Aprile 2008 · Lascia un Commento

Amicizia, di Joseph Epstein

“Le donne saranno oggetti sessuali, ma io non sono mai andata a letto con qualcuno con cui non volessi farlo”.

Riflessione di un’amica di Joseph Epstein all’epoca del primo femminismo, quando stava decollando l’idea che la società riducesse le donne ad oggetti sessuali.

Ho letto la frase nel saggio “Amicizia“, di Epstein (Il Mulino, p. 139). Quest’amica era una specialista nel sottolineare l’ovvio importante: quell’ovvio che chiunque ritiene superfluo ricordare ma di fatto smentisce teorie fantasiose che tutti prendono per buone. In questo caso, l’ovvio è che gli uomini che guardano una donna con occhi cupidi non hanno il potere di ridurla ad oggetto sessuale; lei rimane soggetto finché sceglie se, quando e con chi andare a letto.

Questo passaggio è l’unica punta di un libro piatto e fastidioso. Epstein analizza l’amicizia sulla scorta della sua esperienza di persona che, dice, ha sempre trovato facile farsi amici. Purtroppo, Epstein riduce l’amicizia alla frequentazione sociale: classifica i suoi amici a seconda di quanto sono piacevoli a pranzo, di quali argomenti parla con loro, di quanto tempo lascia passare fra un incontro e l’altro. Per Epstein, l’amico è qualcuno con cui parlare. Che gli amici a volte ti chiedano di aiutarli gli sembra un’imbarazzante corruzione del rapporto.

Epstein è un settantenne e non gli mancano gli amici malati, divorziati, o che hanno appena perso un figlio: ma, lascia intendere, questi sono temi che il buon amico evita di introdurre nella conversazione, per non guastarla coi goffi silenzi che inevitabilmente ne seguono.

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