So che tutti conoscevate già i Laibach; io invece ho scoperto solo oggi che c’è un gruppo musicale decostruzionista sloveno che nazifica le canzoni famose.
Qui sotto trovate la loro versione di “Life is live” degli Opus - e se questa canzone non vi risulta famosa, bene, vi informo che nell’estate del 1985 tutti cantavamo “Nannà-nananà“. C’è da dire che era abbastanza nazista anche nella versione originale.
I Laibach dicono di ispirarsi a Slavoj Zizek ma, con questa ambientazione forestale, credo che il video avrebbe commosso Martin Heidegger.
E niente mi toglie dalla testa che la versione dei Laibach di “Across the universe” sia un omaggio al filosofo della Selva Nera, che a volte si presentava a lezione in tenuta da sci.

7 risposte so far ↓
uglykidmatt // 10 Aprile 2008 a 10:17 pm
I Laibach hanno sempre negato qualsiasi contatto ideologico con il nazismo. Le divise nazistoidi e le pose marziali hanno sempre fatto parte dell’immaginario della musica industrial senza che tutta questa rumenta sfociasse necessariamente in un coming out nazista. Detto questo, i Laibach hanno spiegato che “we are fascists as much as Hitler was a painter”… siccome Hitler era un imbianchino, magari proprio di sinistra estrema non sono !
Verrocchio // 11 Aprile 2008 a 1:46 am
Speriamo che non eccedano con il decostruzionismo…
P.S.: all’inizio pensavo si esibissero in una versione “ruttata”, per come cantano!
Caminadella // 11 Aprile 2008 a 7:33 am
Uglykidmatt: il test è vedere se hanno un seguito fra i neonazisti. Dalle ricerche che ho fatto, non ce l’hanno. Anzi, secondo me ai neonazisti piace di più la versione originale degli Opus.
Verrocchio: non è colpa loro se il demonio parla così.
uglykidmatt // 11 Aprile 2008 a 8:43 am
Talvolta capita che certuni gruppi, pur non essendo dichiaratamente di destra estrema, vengano “adottati” dal pubblico neonazista. E’ successo ai Bohse Onkelz (per i quali va detto che, nonostante l’apoliticita’ formale della band, la notorieta’ all’interno dei gruppi naziskin non sollevo’ almeno inizialmente grosse perplessita’
e ai piu’ noti Rammstein (la cui ispirazione musicale ai Laibach e’ evidente). Non escludo che anche i Laibach abbiano fans neonazisti, ma cio’ non comporta necessariamente che la band condivida gli ideali dei suoi fans.
PS : I Laibach sono venuti in concerto dalle mie parti non molti giorni fa. Se non fosse stato per particolari ragioni personali che mi hanno tenuto impegnato, li avrei visti volentieri
Caminadella // 11 Aprile 2008 a 10:56 am
Sì, ma chissà perché sono proprio quelli che giurano e spergiurano di non essere nazisti (vedi i Rammstein) che si trovano le teste rasate ai concerti.
Sui Laibach mi sento tranquillo: a mio parere quando un neonazista vede i loro video gli viene il dubbio che lo stiano prendendo per il culo (o, per dirla meglio, si sente decostruito) e quindi va a cercare altrove.
Comunque so che i Laibach sono spesso da noi. Su YouTube c’è anche la loro canzone “Italjia”; quando l’ho vista ho pensato per un attimo che fosse la nazificazione della canzone di Mino Reitano (nel qual caso avrei aperto un blog apposta per darle tutto lo spazio che avrebbe meritato). Invece, ahimé, è solo una rivisitazione minimalista dell’Inno di Mameli. Comunque, intendo dire, senz’altro avrai altre occasioni per vederli in concerto. Magari vengo anch’io.
Loforestieroprolisso // 12 Aprile 2008 a 2:23 pm
Si disse -e ancor si mormora- a fronte di canzoni a tema secondaguerramondialesco (vedi ME 262) e gente in divisa da sturmbannführer che per strada rivolgeva loro un plastico saluto romano, che anche i Blue Öyster Cult fossero nazi.
E questo non0nostante siano tutti o quasi, produttore incluso, ebrei.
Il che non equivarrà ad una patente di antinazismo ma rende la supposizione altamente improbabile.
Poveri nazi. Basta che qualcuno secerna un riff massiccio, sia pelato e si rasi per mimetizzare il fatto, canti con voce gutturale o sfoggi una divisa per ritrovarsi in casa veramente chiunque.
Viva la decostruzione.
Caminadella // 12 Aprile 2008 a 3:12 pm
“Poveri nazi”. E’ vero, c’è una grandezza anche nel male, e un’imitazione mediocre è solo ridicola.
Da questo punto di vista, bisogna dire che invece i Laibach fanno un lavoro accurato. L’ultimo minuto nel video di “Life is live” è davvero fatto bene (tralasciando le esibizioni gutturali del cantante), per non parlare dei preziosismi simbolici in quello di “Across the universe”.
Sugli ebrei nazisti, questo argomento mi richiama alla mente il film “The believer”, a mio parere riuscitissimo ma che ottenne ben pochi riscontri.
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