“Io te la prescrivo, perché seguo la mia coscienza”.
Risposta di un medico di una clinica cattolica milanese a Oriana Liso, giornalista di Repubblica, che si era presentata in incognito per chiedere la pillola del giorno dopo (“Molta cortesia e ricetta subito”, p. III dell’edizione Milano).
“Ma siccome non potrei farlo, non dirlo a nessuno, altrimenti mi licenziano”, ha aggiunto il medico.
Credo siano maturi i tempi per un’estensione dell’obiezione di coscienza ai medici che vogliono fornire tutte le prestazioni previste dal sistema sanitario nazionale.
