Universi paralleli

Scoperta l’acqua calda all’Università Statale dell’Ohio

23 Aprile 2008 · 5 Commenti

Anziani malatiSe la scienza è una coraggiosa esplorazione dell’ignoto, qualcuno si è dimenticato di dirlo a un piccolo gruppo di ricercatori dell’Università Statale dell’Ohio, che ha sciupato ore e ore di lavoro retribuito per scoprire che gli anziani malati spendono soldi per curarsi.

I ricercatori, coordinati da Jinkook Lee, professoressa di Scienze del Consumatore, si sono basati sull’indagine AHEAD (Asset and HEAlth Dynamics) dell’Istituto Nazionale sull’Invecchiamento. Quando hanno confrontato gli andamenti dei patrimoni di un gruppo di anziani fra il 1995 e il 2002, i ricercatori si sono accorti che il patrimonio di chi si ammalava si riduceva di più di quello di chi conservava una forma splendida.

Non solo. I ricercatori hanno stabilito che la dimensione del danno finanziario dipende dalle malattie: quelle croniche, come il diabete, penalizzano gli anziani più di quelle che guariscono subito. Il motivo, affermano i ricercatori, è che le malattie croniche durano. “Quando qualcuno ha un problema di salute cronico trova un modo di arrangiarsi nella vita quotidiana, ma sul piano finanziario l’effetto non sparisce”, ha dichiarato la professoressa Lee. “Per esempio, se prendi il diabete devi spendere per tutta la vita”.

Instancabili, i ricercatori hanno appurato che il danno finanziario è maggiore se la malattia colpisce più tardi nell’arco della vita. Nel gruppo esaminato, gli anziani che si erano ammalati nel 1998 avevano perso in media il 5,5% del loro patrimonio; quelli che si erano ammalati nel 2002 avevano perso in media ben l’8,7%. Pare la conseguenza ovvia del fatto che quanto più una persona è vecchia tanto peggio sopporta una malattia.

Gli autori hanno abbellito i risultati dello studio con due vecchi trucchi:

  1. la rima nel comunicato stampa (“health”, “wealth”);
  2. il calcolo degli incrementi percentuali su basi minute; questo metodo, inventato dai partiti politici che passano dallo 0,1 allo 0,2% dei voti (“un aumento del 100%!”), è stato sfruttato dai ricercatori per dire che il danno finanziario per gli anziani più vecchi di quattro anni (1998; 2002) aumenta “del 40%” (5,5%; 8,7%).

I ricercatori hanno infine cercato di spiegare perché gli anziani, una volta guariti, non riescano a recuperare i danni finanziari causati dalle malattie. Secondo la professoressa Lee, il motivo è che non lavorano: “Se siamo colpiti da una malattia improvvisa negli anni in cui lavoriamo… possiamo andare a cercare un secondo lavoro [dopo che siamo guariti] o cercare di fare gli straordinari per recuperare le perdite. Ma gli anziani sono nell’età in cui non possono più farlo”.

Fra le implicazioni pratiche di questo studio, i ricercatori hanno citato l’importanza per gli anziani di non ammalarsi.

Attualmente, la professoressa Lee è in viaggio per scoprire se i risultati valgono anche per la Francia, il Canada e altri paesi stranieri.

Fonte: EurekAlert! (“Study: Health ’shocks’ diminish wealth more later in life”).

Nota. Il lavoro degli scienziati si divide in tre classi: “scienza rivoluzionaria”, “scienza normale” e “scoperte dell’acqua calda”. Lo storico della scienza Thomas Kuhn portò alla luce la differenza fra le prime due. Questa rubrica si occupa della terza.

Categorie: Scoperte dell'acqua calda
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