Universi paralleli

Stallone e baby-sitter

5 Maggio 2008 · 5 Commenti

Uomo Khasi

“Siamo stanchi di svolgere il ruolo di stalloni e baby-sitter”.

Lamentela di un uomo Khasi non identificato.

I Khasi sono una comunità matrilineare che occupa la zona indiana del Meghalaya. La famiglia tradizionale Khasi si incentra sulla nonna, che è proprietaria della casa e abita insieme al marito, alle figlie non sposate, alla figlia più giovane (la discendente dominante), ai bambini di lei e agli uomini non accoppiati della famiglia. Il marito della figlia più giovane – l’unico membro acquisito – si divide fra la casa della moglie, dove dorme, e quella delle sorelle o della madre (duolocalismo).

Le donne Khasi dirigono la casa, l’educazione dei figli e le relazioni coi vicini. Quando arriva un ospite, l’uomo Khasi gli presenta la moglie e poi si ritira discretamente in un angolo, lasciando sia lei a condurre la discussione. Gli uomini Khasi si rifanno nel lavoro e nella politica, dove dominano come da noi in Occidente.

Ho letto l’insolita lamentela e le altre informazioni sui Khasi in “Gender differences in competition: evidence from a matrilineal and a patriarchal society“, un paper degli economisti Uri Gneezy, Kenneth L. Leonard e John A. List.

Il paper studia il divario di “spirito competitivo” fra le donne Khasi e quelle Masai. Il popolo Masai è il rovescio culturale dei Khasi: non solo la linea di discendenza è maschile, ma gli uomini praticano la poligamia e considerano le donne una loro proprietà. Un proverbio tradizionale Masai dice che una donna vale meno di una vacca. I capifamiglia non contano le bambine nel numero dei figli.

Perché studiare lo “spirito competitivo”? Negli ultimi anni alcuni psicologi ed economisti hanno mostrato che le donne amano poco competere in un certo tipo di test. Questo test prevede una prova di abilità con un premio in denaro. Prima della prova, i ricercatori domandano ai concorrenti come preferiscono essere pagati:

  • in ragione del loro punteggio individuale (schema non competitivo)
  • oppure in ragione del loro risultato rispetto a un concorrente (schema competitivo)

I risultati di queste prove – che di solito sono condotte su studenti universitari americani o europei – dicono che gli uomini scelgono lo schema competitivo molto più spesso che le donne.

Qualche studioso conclude che le donne siano geneticamente restie a competere, a causa di un passato evolutivo speso a curare i bambini (un’attività dove le donne hanno convenienza a collaborare); gli uomini, invece, avrebbero un passato evolutivo di risse per accaparrarsi le femmine più attraenti.

Questo fatto genetico, se reale, potrebbe spiegare perché le donne mediamente sono pagate meno e fanno meno carriera degli uomini. Questo svantaggio non sarebbe colpa della discriminazione da parte dei capi ma delle donne stesse, che lottano meno e cedono il passo a uomini col coltello fra i denti.

Ora, Gneezy e colleghi hanno somministrato il test dello spirito competitivo a un campione di donne e uomini delle due comunità. Il risultato è:

  1. le donne Masai assomigliano alle occidentali: solo il 26% sceglie lo schema competitivo, contro il 50% degli uomini;
  2. le donne Khasi sono invece più mascoline dei maschi: ben il 54% sceglie lo schema competitivo, contro il 39% degli uomini.

Gneezy e colleghi ne deducono che è improbabile che le donne manchino dei geni dello spirito competitivo.

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