Ogni generazione che invecchia si scandalizza del modo di vita della nuova generazione, anche se a volte è esattamente il modo di vita della vecchia generazione quando era giovane. Oppure, è la nuova generazione che accusa quella vecchia di aridità e cinismo. Il Sessantotto fu in sostanza una rivoluzione moralista dei giovani contro i vecchi, che si sgonfiò man mano che i giovani invecchiarono e assunsero i tratti aridi e cinici dei loro genitori.
Generazioni
28 Maggio 2008 · 12 Commenti
Categorie: Frammenti dal diario di bordo del Comandante Gronk
Messo il tag: generazioni, Sessantotto
12 risposte finora ↓
vale // 28 Maggio 2008 a 2:54 pm |
Non sono tanto d’accordo. Non era una rivoluzione moralista, era un tentativo appassionato di prendere in mano la propria vita in un momento particolare, pesante, tristissimo e grigio. Che si sia sgonfiato credo sia nella logica di tutte le rivoluzioni più che nel diventare adulti. Il 68 ha tante responsabilità ma non tutte.
Caminadella // 28 Maggio 2008 a 4:54 pm |
Capisco la tua osservazione e, in effetti, non pretendo di ridurre una cosa così complessa come il Sessantotto al moralismo. Dico che l’arma dialettica principale dei giovani di allora era la condanna morale dei loro padri e delle loro madri, pronunciata dal pulpito della purezza. E dico anche che quando si è giovani si ha titolo a salire su quel pulpito. Poi, man mano che si invecchia la purezza se ne va.
emmyfinegold // 28 Maggio 2008 a 10:01 pm |
La purezza è l’unica cosa che deve essere mantenuta, ad ogni costo. Il sessantotto ha prodotto cambiamenti che sono percepibili anche adesso a distanza di tempo. Il genera umano continua ad evolvere e solo la purezza e l’attenzione ci permette di percepire e recepire il cambiamento e contribuire ad esso. IMHO
Caminadella // 29 Maggio 2008 a 8:46 am |
Sono d’accordo sul piano normativo (”la purezza deve essere mantenuta”). Sugli esiti del Sessantotto non mi esprimo; può darsi che le cose importanti, come la rivoluzione sessuale e l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro, fossero avvenute prima; e che il contributo specifico del Sessantotto fosse un’idea egualitaria di cui, a distanza di quarant’anni, non si vedono più molte tracce in giro; ma sono questioni complicate. Circa la purezza della generazione di allora: a mio parere svanì prestissimo.
s|a // 30 Maggio 2008 a 8:45 pm |
Boh, anche il nazionalsocialismo aveva l’ossessione della purezza, e anche il generale pazzo del Dottor Stranamore.
emmyfinegold // 31 Maggio 2008 a 7:34 pm |
Anch’io non mi sento molto bene
Esmeralda // 1 Giugno 2008 a 2:27 am |
“E dico anche che quando si è giovani si ha titolo a salire su quel pulpito. Poi, man mano che si invecchia la purezza se ne va.”
Io sono perfettamente d’accordo, avendo vissuto e pagato quel tempo, e quelli successivi.
La purezza è un sentimento di lusso. Ce la si può concedere da giovanissimi, e poi si riesce, se va di culo, a recuperarla da vecchi: se le malattie ci permettono il tempo di elaborare. In mezzo, c’è lo sporco tempo del vivere con gli altri, nel quale purezza non è concessa.
La purezza ci rende dei disadattati. Insopportabile.
Comunque, mai parola fu più fraintesa.
emmyfinegold // 2 Giugno 2008 a 11:32 am |
“lo sporco tempo del vivere con gli altri, nel quale purezza non è concessa.”
Nel 68 vivere con gli altri era la norma.
E non sopporto il mito dei “giovani”. Io quando ero più piccola ero per alcuni versi totalmente demente. Probabilmente sono più giovane adesso e sicuramente più interessante e meno corrotta
Caminadella // 2 Giugno 2008 a 2:04 pm |
Emmy, hai ragione, i giovani sono spesso dementi, ma questo non significa che non siano puri. Se vuoi, la purezza consiste nel non fare calcoli interessati; la demenza nel non essere capaci di farli. La differenza può essere sottile.
emmyfinegold // 2 Giugno 2008 a 9:58 pm |
Mah, mi sembra come la faccenda che i bambini sono buoni e puri. Come dice Houellebecq i bambini in realtà sono viziosi e cattivi
Caminadella // 2 Giugno 2008 a 10:59 pm |
No, non è quello. I bambini sono mostri, è chiaro. E’ solo che i giovani non contano niente e non hanno ancora fatto in tempo a macchiarsi delle meschinità dei loro genitori. Chi non ha potere è innocente, senza merito.
Oscaruzzo // 24 Giugno 2008 a 10:10 pm |
Mio nonno diceva sempre che ai suoi tempi non c’era tanta violenza come ora.
Certo, a parte la guerra, rispondevo io