Il mondo dei blog mette a disposizione dei lettori un ventaglio di opinioni politiche molto ampio. Ma i lettori ne approfittano? Secondo un nuovo studio di Henry Farrell, Eric Lawrence e John Sides (tutti e tre della George Washington University), la risposta è “no”. I dati dello studio dicono che i lettori di blog politici:
- nel 51% dei casi leggono solo blog di sinistra;
- nel 42% dei casi leggono solo blog di destra;
- nel 7% dei casi leggono sia blog di sinistra sia blog di destra.
Ci sono tante possibili interpretazioni. Una è che i lettori usino i blog politici per soddisfare bisogni di omofilia (stare insieme a gente che la pensa come te) invece che bisogni di informazione. Mentre un quotidiano nazionale può allargare il suo pubblico aprendosi a una diversità di opinioni, il successo di un blog politico dipende dal martellare sempre sulle stesse idee.
Henry Farrell è anche uno degli animatori del blog (di sinistra, ma aperto) Crooked Timber.
Fonte (con link al paper): Crooked Timber, “Blogs, participation, and polarization”.
10 risposte finora ↓
Roberto // 3 Luglio 2008 a 2:38 pm |
Certo, stare insieme a gente con opinioni simili alla propria rassicura, specie in tempi come questi.
Pero’ preferisco pensare che la mia preferenza per blog “di sinistra” sia anche legata alla esigenza di informazione. Informazione di qualita’, intendo.
Curioso che il nome del blog che citi abbia un nome analogo ad un “quotidiano online” di destra (ispirato d’altronde dalla stessa frase di Kant), “il legno storto”. In effetti un ottimo esempio di quanto dicevo sopra parlando di qualita’ dell’informazione.
Caminadella // 3 Luglio 2008 a 4:20 pm |
Roberto, con la tua risposta ti sei tradito: appartieni al 7% di persone che leggono sia i blog di sinistra sia i blog di destra. Evidentemente cerchi informazione, i tuoi bisogni omofili sono moderati e, insomma, sei poco rappresentativo dei lettori dei blog politici.
Il “legno storto”: fu Isaiah Berlin a rimettere in circolazione questa frase, per caratterizzare la mentalità pessimistica e anti-illuministica di pensatori come De Maistre e compagnia. Se uno pensa che invece Kant era illuminista, l’ambiguità dell’idea risulta confermata.
ed // 3 Luglio 2008 a 6:53 pm |
I risultati dello studio che citi confermano quanto psicologi e sociologi stanno dimostrando sperimentalmente da qualche tempo: cerchiamo le informazioni che rafforzano i nostri pregiudizi mentre ignoriamo le informazioni che li smentiscono. La tendenza sembra innata ma blog e pay-tv la stanno enfatizzando, perche’ permettono ai loro utilizzatori di isolarsi da opinioni sgradite che potrebbero eventualmente apparire su media piu’ generalisti. In assenza di confronti con punti di vista alternativi, le opinioni si estremizzano e il contesto politico si polarizza.
C’e’ una fiorente letteratura sull’argomento, anche se prevalentemente americana: “True Enough: Learning to Live in a Post-Fact Society”, spiega come la mente umana selezioni informazioni sulla base della loro aderenza a pregiudizi piuttosto che a fatti – e come questa predisposizione sia strumentalizzata politicamente. “The Big Sort: Why the Clustering of Like-Minded America Is Tearing Us Apart”, va oltre il mondo virtuale dell’informazione per descrivere come gli americani tendano sempre piu’ a vivere in aree geografiche che gia’ ospitano persone con mentalita’ affini. Il risultato e’ una balcanizzazione degli Stati Uniti in collegi elettorali ideologicamente omogenei, che nominano rappresentanti con vedute politiche estreme.
Caminadella // 3 Luglio 2008 a 11:36 pm |
Proprio oggi leggevo questa citazione di Bertrand Russell: “In all affairs it’s a healthy thing now and then to hang a question mark on the things you have long taken for granted”.
Roberto // 5 Luglio 2008 a 4:08 pm |
Nicola, piu’ precisamente leggo blog di destra solo nel 7% dei casi. In piu’ di solito indulgo in questa attivita’ proprio per rafforzare i miei pregiudizi. In generale con risultati soddisfacenti; non c’e’ niente di piu’ gratificante che vedere riconfermato non solo che l’avversario ha idee sbagliate, ma non e’ neppure capace di esprimerle compiutamente.
L’informazione, come dicevo, la cerco invece nei blog di sinistra, che frequento il restante 93% del tempo.
Interessante il link a Berlin, che non conoscevo.
La citazione di Kant e’ in effetti ambigua,
e trovo ancora piu’ curioso che il blog di Farrel (e penso Berlin) abbiano scelto la versione inglese piu’ pessimista e piu’ lontana dalla sensibilita’ progressista (anche se piu’ linguisticamente elegante): “out of the crooked timber of humanity, no straight thing was ever made.”
L’altra variante inglese, riportata da wikiquote: “Out of timber so crooked as that from which man is made nothing entirely straight can be built.” e’ invece analoga a quella usata dal blog di destra italiano, forse piu’ fedele all’originale, e secondo me un po’ piu’ ottimista…
Roberto // 5 Luglio 2008 a 4:27 pm |
Update: curiosando in cerca dell’originale ho scoperto che anche a Crooked Timber si son posti il problema della traduzione, in questo post.
Caminadella // 5 Luglio 2008 a 5:43 pm |
Ok, mi correggo. Avevo capito che trovassi ottima anche la qualità dell’informazione del sito “Il legno storto”. Ti rimetto nel 51% dei lettori di soli blog politici di sinistra, anche se non so come valutare bene queste tue scappatelle nell’altra direzione.
La questione “crooked timber” è complicata. Berlin mette in esergo al suo libro l’originale di Kant (”… aus so krummen Holze, als woraus der Mensch gemacht ist, kann nichts ganz Gerades gezimmert werden”), accompagnata dalla fedele traduzione che citi (”Out of timber so crooked as that from which man is made nothing entirely straight can be built”).
Tuttavia, il titolo originale del libro di Berlin è “The crooked timber of humanity” e nel testo cita due volte la frase di Kant nella forma “out of the crooked timber of humanity, no straight thing was ever made”. Il contesto è entrambe le volte pessimistico (nessuna soluzione perfetta è possibile per le cose umane, sognare di raddrizzare il legno può tradursi in incubi totalitari).
Conclusione: forse a Crooked Timber sono un po’ veltroniani (l’umanità è storta ma anche correggibile). Forse anche Berlin lo era un po’, tanto è vero che è stato spesso accusato di inciuciarsi con i conservatori.
Ricordo anche un tempestoso editoriale di Scalfari, anni fa, che dopo essersi letto “Il legno storto dell’umanità” accusò Berlin di essere un alfiere dell’anti-illuminismo. Cosa che non era per nulla. Ne seguì tutto un polverone giornalist-filosofico sull’illuminismo (vedi la ricostruzione di Giancarlo Bosetti qui), dove menti italiane famose discussero per settimane del nulla. Come spiega anche Bosetti, Berlin era semplicemente un filosofo interessato alla storia del pensiero e, soprattutto, desideroso di capire le migliori posizioni intellettuali della parte avversa. E quindi andava a leggersi Vico, Burke, Herder, De Maistre, dei quali tutto si può dire tranne che fossero sciocchi, e dai quali anche gli illuministi possono imparare qualcosa.
Caminadella // 5 Luglio 2008 a 5:49 pm |
Ops, mi sono scordato il post di Crooked Timber sulla traduzione della frase. Credo che neanche loro abbiano in mano l’originale del libro, che ha un’introduzione che spiega che Berlin attribuiva la traduzione “out of the crooked timber of humanity, no straight thing was ever made” al suo collega Robin Collingwood, che la usava nelle sue lezioni su Kant.
Curiosità: alla Bodleiana di Oxford c’è l’originale degli appunti a mano di Collingwood, dove però l’aggettivo “crooked” è cancellato e sostituito con “cross-grained”. Per quanto vedo sul mio vocabolario, “krummen” invece significa proprio “storto, piegato, curvato”.
Yogasadhaka // 7 Luglio 2008 a 8:35 am |
Secondo me nelle valutazioni implicite espresse dal post e nei commenti c’è anche il pregiudizio (secondo me sbagliato) che l’informazione “di sinistra” sia monoliticamente “di sinistra” e così per la “destra”. A parte che le due categorie stanno perdendo significato, chiunque si confronti con un’altra persona prima o poi trova qualche divergenza di idee. Quello che sarebbe utile è coltivare la tolleranza, invece che confermare il pregiudizio che ci sarebbe qualcuno che la pensa sempre giusta perché “di sinistra” o perché “di destra”.
Ragionamenti di sinistra e ragionamenti di destra « Universi paralleli // 8 Luglio 2008 a 3:16 pm |
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