Uno dei problemi delle predizioni scientifiche è che non sono mai sicure al 100%. Per esempio, i dati storici sul clima e i modelli astronomici suggeriscono che è molto, molto, molto probabile che il prossimo inverno farà freddo. Ma, se assumiamo che il numero di atomi dell’universo sia k, c’è senz’altro una probabilità maggiore di 1/k che il prossimo inverno le temperature medie in Italia superino i 40 gradi.
Questo fatto può bastare a uno scettico del global warming per dire che la climatologia è inaffidabile. Qui trovate un brano di un programma trasmesso da Channel Nine, una tv australiana. Adam Shand, il giornalista che conduce il programma, è lo scettico; Tim Flannery è un paleontologo e un ambientalista. Ricordate che in Australia a gennaio è estate e a giugno è inverno.
Tim Flannery: “Nessuno può predire il tempo con tre mesi di anticipo, è assolutamente vero. Ma se le chiedessi se probabilmente gennaio dell’anno prossimo sarà più caldo di giugno quest’anno, cosa direbbe?”.
Adam Shand: “Non avrei idea!”.
Qui TF avrebbe dovuto fare allargare il silenzio e poi dire: “Ah, non ha idea?”. Invece tenta di convincere AS:
TF: “Dovrebbe dire di sì perché è quanto vediamo sempre. Le estati sono più calde dell’inverno. E in termini di predizioni sul trend generale globale, questa è esattamente il genere di ricerca scientifica che stiamo facendo. Non è come predire il tempo di un certo giorno in anticipo di tre mesi, è come predire se gennaio sarà probabilmente più caldo di giugno”.
AS: “Ma è solo un’assunzione, noi facciamo una specie di assunzione che l’estate sia più calda dell’inverno”.
Di nuovo, TF avrebbe dovuto fare allargare il silenzio. Invece, confessa quanto poco può dare la scienza a chi reclama verità assolute.
TF: “L’estate lo è sempre, lo è sempre stata. E’ una buona teoria, ben fondata nella realtà che sperimentiamo”.
6 risposte finora ↓
gulliverstravels // 9 Luglio 2008 a 4:42 pm |
Poveri climatologi…
hanno lo stesso problema degli economisti e ultimamente sono sbeffeggiati come e quanto questi ultimi.
Nessuno si rende conto che hanno molti dati ma parecchio difficili da mettere insieme.
Un aspirante economista, per ora studente.
Caminadella // 9 Luglio 2008 a 6:54 pm |
Gli economisti hanno poco di cui lamentarsi: pare che, almeno nelle università americane, siano la categoria di scienziati più pagata.
Il che dimostra che, almeno in certi casi, il loro sapere funziona.
gulliverstravels // 9 Luglio 2008 a 6:58 pm |
Allora corro negli States…
gulliverstravels // 9 Luglio 2008 a 7:00 pm |
a proposito, posso aggiungere un link al tuo blog sul mio?
Caminadella // 9 Luglio 2008 a 7:02 pm |
Se non c’è niente da pagare…
gulliverstravels // 9 Luglio 2008 a 7:22 pm |
no, io solo gratis.