
“… la desalinizzazione, il falconaggio e l’allevamento dei cammelli”.
Le uniche tre aree dove i paesi musulmani producono scienza eccellente, secondo un’inchiesta di Nature del 2003. La frase è di Steven Weinberg (a destra), che sostiene che la scienza islamica è morta ai tempi di Al-Ghazali (XII secolo). Weinberg non si dimentica di citare Abdus Salam e altri scienziati musulmani che, invece, hanno raggiunto grandi risultati dopo essersi trasferiti in Occidente. Il tutto è in Without God, un articolo dove Weinberg riassume i motivi principali per cui scienza e religione non abitano spesso sotto lo stesso tetto.
Qui un esempio di cosa accade agli scienziati musulmani che lavorano al di fuori delle tre aree di eccellenza.
2 risposte finora ↓
emmyfinegold // 24 Settembre 2008 a 10:34 pm |
Molto interessante l’articolo di Weinberg. Specie dopo quello che B16 ha detto in Francia, che troppa scienza non è bene. La religione è potere, come dice Weinberg, un presidente che dicesse di essere ateo o agnostico non potrebbe essere eletto. Purtroppo sono ancora poche le persone che riescono a vivere senza religione e sono quelle che, di solito, hanno principi morali molto elevati.
Caminadella // 25 Settembre 2008 a 12:27 pm |
Emmy, sei proprio una laicista.