Archivi categoria: Emersi e salvati

Oval office

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Via “The Official White House Photostream’s photostream”.

Narcisi (uno bianco, l’altro abbronzato)

Silvio Berlusconi a Milano, 1980

Barack Obama a Los Angeles, 1980

Sandro Fusina mi paragona a Goebbels su “Il Foglio”

Sandro Fusina

Diderot mi invia gentilmente un ritaglio da “Il Foglio” di oggi, dove Sandro Fusina (a destra) commenta un post su Franco Cordero scritto da “Tal de Tali, tenutario di blog sulla rete”.

Sono io!

Il post è questo: Fusina dice, fra le altre cose, che è “infinitamente più micidiale per la salute della cultura che non la pistola che il maresciallo Goebbels avrebbe estratto ogni volta che sentiva pronunciare la parola”. Il motivo, mi pare di capire, è che scrivere “romanesque” in luogo di “romanzesco” è cultura.

In un certo senso Fusina ha ragione, perché è esattamente un’idea di cultura che mi piacerebbe vedere morire.

Questo è il ritaglio. Lo sto spedendo agli amici e ai conoscenti (“Guarda! ‘Infinitamente più micidiale di Goebbels’! Mi avevi sempre sottovalutato”). Sto anche prendendo precauzioni per evitare che il pezzo arrivi in mano a mia madre, che piangerebbe. Tornerò su Fusina, e i blog (perché ne ha anche per voi che li scrivete e leggete), quando avrò tempo.

La Stampa plagia Attaccabottone

Complimenti a Ross! Non capita a tutti i blogger di vedersi pubblicato un post su un quotidiano nazionale! Beh, un pezzo di post. Ah, è dentro un altro articolo. Uhm, manca anche il nome di Ross.

Aggiornamento (26.09.08): Dario Corradino, il direttore di La Stampa online, scrive a Ross e spiega che l’articolo col plagio era un’agenzia di ADN Kronos. Loro si sono limitati a riportarlo, quindi va tutto bene: “abbiamo legalmente il diritto di riprodurre ciò che le agenzie alle quali siamo abbonati ci vendono”, dice Corradino.

Vi consiglio di non comprare formaggi da Corradino; se per caso la forma risultasse avariata, e ve ne lamentaste, vi direbbe: “e io che ne sapevo? non è mica colpa mia se il latte era cattivo! l’ho pure pagato!”.

Aggiornamento dell’aggiornamento: a scanso di equivoci, chiarisco che la tirata è del tutto personale e non esprime il punto di vista di Ross.

Aggiornamento (27.09.08): La Stampa online ha cancellato l’articolo che conteneva il plagio.

Contare senza contare

Oggi il New York Times pubblica un gioco sulla capacità di contare senza contare. Il gioco consiste nell’indovinare se i pallini gialli sullo schermo sono più numerosi di quelli blu; la difficoltà è che appaiono solo per due decimi di secondo, meno di quanto vi occorre per iniziare a contarli.

Si indovina molto spesso, ciò che dimostra che abbiamo la capacità in questione (chi più, chi meno, dicono i ricercatori); il premio è la caratteristica sensazione di trionfo che si vive quando la propria valutazione a naso si rivela esatta.

Qui il gioco.

Via Mark Thoma, che ha fatto 24/25 (come me).

Esseri umani si diventa

Fasi della formazione dei tratti

Fasi della formazione dei tratti (via Dark Roasted Blend).

Se gli atei fossero come i credenti

World history with the pope

Il papa narra la storia del mondo

“L’ateismo ha condotto alle più grandi forme di crudeltà e di violazioni della giustizia”.

“Diffonderemo l’indagine razionale con la spada!”.

“Ripudia il creazionismo e morirai alla svelta”.

“Naturalmente la schiavitù è giustificata: viviamo in un universo amorale e senza dio!”.

“Sia resa lode a Richard Dawkins!”

“Leggiamo Nietzsche e accarezziamoci”.

Fonte: Matt Bors, “World history”.

Aggiornamento (5 settembre 2008): “Evoluzionisti si affollano intorno a una macchia a forma di Darwin” potrebbe essere la settima vignetta.

Maternità

Maternità

A volte una risposta è più acuta del rispondente

La rivista greca Cogito ha invitato quattro filosofi anglosassoni (Jonathan Barnes, Myles Burnyeat, Raymond Geuss e Barry Stroud) a una tavola rotonda sulla natura e gli scopi della filosofia. Eurozine, che è un aggregatore di riviste culturali europee, ha ripreso l’articolo. Lo leggo senza imbattermi in molto di nuovo, finché arrivo a questa domanda.

Cogito: La filosofia dovrebbe essere praticata solo da chi ha ricevuto una formazione in filosofia?”.

Il primo a rispondere è Jonathan Barnes, esperto di filosofia greca, che inizia così:

JB: Rispondo alla domanda con una contro-domanda: ‘La matematica dovrebbe essere fatta solo da quelli che hanno una formazione in matematica?’”.

“Bravo Barnes”, penso, “una risposta degna di Socrate. La matematica non è certo riservata ai matematici. Tutti facciamo calcoli ogni giorno, quando controlliamo lo scontrino della spesa, ci chiediamo se faremo in tempo a un appuntamento, o pensiamo a quanti gol deve fare l’Italia per passare il turno. La riflessione filosofica, anche se magari non ce ne accorgiamo, è altrettanto universale e quotidiana”.

Dopo di che Barnes aggiunge:

“Beh, non voglio decidere io, ma è abbastanza chiaro che se non hai una formazione matematica, finirai probabilmente per fare un casino immondo – a meno tu sia uno dei quei rari geni naturali. Lo stesso vale per la filosofia”.

Brian Leiter, che segnala l’articolo, giudica imbarazzanti altre risposte di Barnes (per esempio quella in cui si vanta di non avere letto in vita sua più di 100 pagine di filosofia continentale).

Quanto poco vediamo del mondo

Le benvestite

Da

So che non ha senso ripubblicare le foto di un blog famoso, ma questo uso perfetto dei colori mi lascia senza fiato.

Il blog famoso è “The Sartorialist“. Per chi non lo conoscesse, è il contrario di “le Malvestite“.

Dopo una botta in testa, il cliente target della Nike si sveglia in un universo parallelo dove diventa una stella del calcio

Regia di Guy Ritchie.

Festa della liberazione

Fra l’altro, è una canzone molto più bella di La Macarena.

Laibach – Life is live

So che tutti conoscevate già i Laibach; io invece ho scoperto solo oggi che c’è un gruppo musicale decostruzionista sloveno che nazifica le canzoni famose.

Qui sotto trovate la loro versione di “Life is live” degli Opus – e se questa canzone non vi risulta famosa, bene, vi informo che nell’estate del 1985 tutti cantavamo “Nannà-nananà“. C’è da dire che era abbastanza nazista anche nella versione originale.

I Laibach dicono di ispirarsi a Slavoj Zizek ma, con questa ambientazione forestale, credo che il video avrebbe commosso Martin Heidegger.

E niente mi toglie dalla testa che la versione dei Laibach di “Across the universe” sia un omaggio al filosofo della Selva Nera, che a volte si presentava a lezione in tenuta da sci.

Razionalismo

Stephen Jeffrey

Illustrazione di Stephen Jeffrey per l’Economist (“Where angels no longer fear to tread“).