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Diderot mi invia gentilmente un ritaglio da “Il Foglio” di oggi, dove Sandro Fusina (a destra) commenta un post su Franco Cordero scritto da “Tal de Tali, tenutario di blog sulla rete”.
Sono io!
Il post è questo: Fusina dice, fra le altre cose, che è “infinitamente più micidiale per la salute della cultura che non la pistola che il maresciallo Goebbels avrebbe estratto ogni volta che sentiva pronunciare la parola”. Il motivo, mi pare di capire, è che scrivere “romanesque” in luogo di “romanzesco” è cultura.
In un certo senso Fusina ha ragione, perché è esattamente un’idea di cultura che mi piacerebbe vedere morire.
Questo è il ritaglio. Lo sto spedendo agli amici e ai conoscenti (“Guarda! ‘Infinitamente più micidiale di Goebbels’! Mi avevi sempre sottovalutato”). Sto anche prendendo precauzioni per evitare che il pezzo arrivi in mano a mia madre, che piangerebbe. Tornerò su Fusina, e i blog (perché ne ha anche per voi che li scrivete e leggete), quando avrò tempo.
Pubblicato in Emersi e salvati, Informazione anno zero
Contrassegnato cultura, Franco Cordero, Goebbels, Il Foglio, romanesque, Sandro Fusina
Complimenti a Ross! Non capita a tutti i blogger di vedersi pubblicato un post su un quotidiano nazionale! Beh, un pezzo di post. Ah, è dentro un altro articolo. Uhm, manca anche il nome di Ross.
Aggiornamento (26.09.08): Dario Corradino, il direttore di La Stampa online, scrive a Ross e spiega che l’articolo col plagio era un’agenzia di ADN Kronos. Loro si sono limitati a riportarlo, quindi va tutto bene: “abbiamo legalmente il diritto di riprodurre ciò che le agenzie alle quali siamo abbonati ci vendono”, dice Corradino.
Vi consiglio di non comprare formaggi da Corradino; se per caso la forma risultasse avariata, e ve ne lamentaste, vi direbbe: “e io che ne sapevo? non è mica colpa mia se il latte era cattivo! l’ho pure pagato!”.
Aggiornamento dell’aggiornamento: a scanso di equivoci, chiarisco che la tirata è del tutto personale e non esprime il punto di vista di Ross.
Aggiornamento (27.09.08): La Stampa online ha cancellato l’articolo che conteneva il plagio.
Pubblicato in Emersi e salvati, Informazione anno zero
Oggi il New York Times pubblica un gioco sulla capacità di contare senza contare. Il gioco consiste nell’indovinare se i pallini gialli sullo schermo sono più numerosi di quelli blu; la difficoltà è che appaiono solo per due decimi di secondo, meno di quanto vi occorre per iniziare a contarli.
Si indovina molto spesso, ciò che dimostra che abbiamo la capacità in questione (chi più, chi meno, dicono i ricercatori); il premio è la caratteristica sensazione di trionfo che si vive quando la propria valutazione a naso si rivela esatta.
Via Mark Thoma, che ha fatto 24/25 (come me).

Fasi della formazione dei tratti (via Dark Roasted Blend).

Il papa narra la storia del mondo
“L’ateismo ha condotto alle più grandi forme di crudeltà e di violazioni della giustizia”.
“Diffonderemo l’indagine razionale con la spada!”.
“Ripudia il creazionismo e morirai alla svelta”.
“Naturalmente la schiavitù è giustificata: viviamo in un universo amorale e senza dio!”.
“Sia resa lode a Richard Dawkins!”
“Leggiamo Nietzsche e accarezziamoci”.
Fonte: Matt Bors, “World history”.
Aggiornamento (5 settembre 2008): “Evoluzionisti si affollano intorno a una macchia a forma di Darwin” potrebbe essere la settima vignetta.

So che non ha senso ripubblicare le foto di un blog famoso, ma questo uso perfetto dei colori mi lascia senza fiato.
Il blog famoso è “The Sartorialist“. Per chi non lo conoscesse, è il contrario di “le Malvestite“.
Regia di Guy Ritchie.
Fra l’altro, è una canzone molto più bella di La Macarena.
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Contrassegnato 25 aprile, Bella ciao, Festa della liberazione, partigiani
So che tutti conoscevate già i Laibach; io invece ho scoperto solo oggi che c’è un gruppo musicale decostruzionista sloveno che nazifica le canzoni famose.
Qui sotto trovate la loro versione di “Life is live” degli Opus – e se questa canzone non vi risulta famosa, bene, vi informo che nell’estate del 1985 tutti cantavamo “Nannà-nananà“. C’è da dire che era abbastanza nazista anche nella versione originale.
I Laibach dicono di ispirarsi a Slavoj Zizek ma, con questa ambientazione forestale, credo che il video avrebbe commosso Martin Heidegger.
E niente mi toglie dalla testa che la versione dei Laibach di “Across the universe” sia un omaggio al filosofo della Selva Nera, che a volte si presentava a lezione in tenuta da sci.
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Contrassegnato Laibach, Life is live, Martin Heidegger, nazismo, Opus, selva nera, Slavoj Zizek

Illustrazione di Stephen Jeffrey per l’Economist (“Where angels no longer fear to tread“).
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Contrassegnato Razionalismo, Stephen Jeffrey, The Economist