Archivi categoria: La frase peggiore che ho letto oggi

Umberto Bossi vuole o non vuole che l’Italia diventi come l’Argentina?

Umberto Bossi

“Senza il federalismo fiscale, c’è il rischio reale che il Paese diventi come l’Argentina”.

Umberto Bossi (a destra), ministro italiano per le Riforme, a proposito dell’urgenza di introdurre il federalismo fiscale in Italia (Adnkronos).

Come segnala Chris Hanretty, l’Argentina ha già il federalismo fiscale.

Roberto Calderoli semplifica

Roberto Calderoli

“Una soluzione a riguardo è rappresentata dai modelli a struttura federalista e questo non lo sostiene il sottoscritto, ma, tra gli altri, la Banca Mondiale o il premio Nobel per l’economia Wuhan”.

Roberto Calderoli (a destra), ministro italiano per la Semplificazione, in una lettera al Corriere della Sera di oggi (pdf).

Come segnala Sandro Brusco di NoiseFromAmerika, non esiste nessun economista premio Nobel che si chiami “Wuhan”.

Probabilmente, il nostro ministro ha semplificato Buchanan, l’economista americano che ha vinto il premio nel 1986.

Franco Cordero scrive bene?

Franco Cordero

“Nel dialetto subalpino circolava una metafora romanesque: “l’hanno cambiato a balia”; forse lo dicono ancora d’uno che improvvisamente risulti diverso (i dialetti e relativa sapienza vanno estinguendosi); l’ubriacone diventa asceta, il codardo compie gesta eroiche et similia.”

Attacco di “La conversione impossibile“, l’articolo di oggi del giurista Franco Cordero su Repubblica. Questa frase meriterebbe un discorso lungo, ma ho poco tempo e mi limito a qualche domanda.

  1. Cos’è il “dialetto subalpino”? Nella pianura padana di dialetti ce n’è un esercito.
  2. “L’hanno cambiato a balia” è una metafora?
  3. Perché questa metafora sarebbe romanesca?
  4. Perché Cordero scrive “romanesque” invece di “romanesca”?
  5. Perché i subalpini dovrebbero dire “l’hanno cambiato a balia” di uno che “improvvisamente risulti diverso” (altri avrebbero scritto “si trasforma”) da adulto (l’ubriacone, il codardo)?

“La palla se ne partì morbida come un pezzo di pane verso la sponda opposta”

L’acchitoE’ l’incipit, a mio parere orribile, di “L’acchito”, il nuovo romanzo dell’emergente Pietro Grossi.

Ho letto la frase in libreria, sfogliando il libro in vista di un possibile acquisto. La parte che mi ha colpito è, ovviamente, “la palla se ne partì morbida come un pezzo di pane”. Non so quale diavoletto abbia suggerito a Grossi di inventarsi questo paragone stiracchiato, e di metterlo proprio nell’incipit, dove un autore cerca in genere di sfoderare una frase sopra la media.

Si sa, i diavoletti sono suadenti, e riescono a farti sembrare bello ciò che non lo è (soprattutto se hai riscritto l’incipit cento volte e il tuo giudizio non è più lucido). Ma se Grossi avesse studiato la frase con pazienza si sarebbe accorto che stava infilando nell’incipit una costruzione che, sebbene lecita, è una delle cause più comuni di disastri letterari: l’accoppiamento di una metafora con una similitudine.

Mi spiego (sarà un post molto lungo).

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