Don Aldo Antonelli, parroco di Antrosano (Aq), scrive una lettera aperta a Benedetto XVI e gli dice cosa pensa della chiamata dei farmacisti all’obiezione di coscienza contro i farmaci immorali.
“Perché non ti rivolgi ai semplici fedeli che sono i ‘consumatori’ e che sono coloro che tengono su quel mercato che tu ritieni immorale piuttosto che ai ‘gestori’ nell’espletamento del loro pubblico esercizio? Questo vizio, tutto clericale, di bypassare la base per raggiungere direttamente i vertici oltre che ‘antidemocratico’ è anche poco ‘ecclesiale’. E sotto questo aspetto, il tuo magistero non fa eccezione nella storia della Chiesa soprattutto italiana. Si cicaleggia con i politici per ottenere privilegi ed esenzioni altrimenti non perseguibili. Si fa appello ai pubblici esercenti per stroncare un commercio non ostracizzabile per altre vie, restando la domanda sempre alta.
E a tener alta la domanda, a rendere florido il mercato contribuiscono in maniera non indifferente quei cattolici ai quali tu presti la tua voce.”
Un abbraccio a don Aldo.
Via Adista.
