Archivi categoria: Roba vecchia

Il grande test dell’estate: che tipo di lavoratore sei?

Mentre ravanavo sul disco fisso ho scoperto che anni fa avevo iniziato a scrivere un libro destinato a grandi vendite su come avere successo nel lavoro. Non ricordo perché l’ho interrotto, ma vedo che il capitolo introduttivo conteneva un test da spiaggia adatto alla stagione in corso. Pubblico un estratto così come l’avevo scritto. Come al solito il post supera la lunghezza raccomandabile per la lettura a schermo, ma potete stamparlo e metterlo nella borsa insieme al secchiello e alla paletta.

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Passato, presente e futuro delle religioni

Ho articoli nel cassetto di cui so che non farò più niente. Ogni tanto ne scaricherò uno qui. Quello di oggi va under the fold perché è lunghissimo.

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Il momento carino del venerdì

Due anni fa creai il blog del “Momento carino del venerdì”. Gli scopi erano:

  1. riscrivere le avventure del momento carino del venerdì già apparse su “Fantastici Quattro”, migliorando lo stile;
  2. pubblicare nuove avventure, che prevedevo si sarebbero imposte alla mia mente grosso modo ogni venerdì, come era accaduto nei mesi precedenti;
  3. far crescere un culto del momento carino del venerdì che, con lavoro e pazienza, potesse entrare fra le confessioni ammesse ai finanziamenti dell’otto per mille.

Il progetto fallì. I lettori regolari non superarono mai la barriera psicologica dei cinque. La causa dell’insuccesso non fu, sia chiaro, il momento carino del venerdì. Ero io troppo fiacco e troppo preso da altri pensieri per dedicare a questa deliziosa creatura la cure che meritava. Dopo pochi mesi il blog del “Momento carino del venerdì” chiuse.

In seguito, il mondo andò sempre peggio.

Oggi, nel bel mezzo della recessione economica, della crisi politica e del ritorno della superstizione, non posso non sentirmi un po’ in colpa.

Purtroppo, la fiacchezza e gli altri pensieri persistono. Riesco solo a ripubblicare – con qualche correzione – una delle poche avventure nuove che scrissi per quello sfortunato blog. Il nostro vi appare alle prese col suo nemico mortale, Ugly the Ugly McUgly, un ente trinitario che fonde bruttezza estetica, bruttezza morale e bruttezza intellettuale. Ieri, giusto per darvi un’idea, stava in Parlamento con una sciarpa rossa al collo.

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Perché Dio ha creato il sesso

Su Oca Sapiens, il blog di Sylvie Coyaud, è in corso una competente discussione sulle origini evolutive del sesso.

Il problema è: perché la maggioranza delle specie si riproducono per via sessuale invece che per gemmazione, rigenerazione, ecc.? Il sesso richiede ovuli, spermatozoi, la ricerca di un partner, lotte coi rivali e accoppiamenti faticosi: quindi, sembra assai inefficiente rispetto alla tecnica riproduttiva dei batteri che, se non sbaglio, si dividono in due con un semplice “plop”.

Mi sono improvvisamente ricordato di avere riflettuto su questo problema anni fa. Scrissi anche una teoria. Faceva parte di una serie di esercizi di scrittura e la ripropongo così com’era.

* * *

Perché il sesso

La mia teoria è che Dio ci abbia dato il sesso così che ogni tanto nel nostro cervello scorressero le endorfine che una considerazione lucida dell’esistenza non avrebbe mai prodotto.

Giacomo Leopardi, in Storia del Genere Umano, racconta di dei che soccorrono esseri umani afflitti “da un espresso fastidio dell’esser loro”. Io, con meno stile, immagino Dio e l’arcangelo Gabriele al cantiere della creazione, che fanno il punto sull’avanzamento dei lavori.

DIO: C’è un problema.

GABRIELE: Cioè?

DIO: Questi esseri umani, che stiamo creando, non saranno felici.

GABRIELE: Perché?

DIO: Non so, sono troppo … (agita gli indici e i medi, facendo il segno delle virgolette) intelligenti. Si chiederanno che farsene della vita. In effetti, passeranno tutto il tempo a procurarsi cibo o a difendersi dai pericoli, consci che presto o tardi moriranno comunque.

GABRIELE: Non ci avevo pensato.

DIO: E non so se resisterebbero ai parassiti. Sai che mi piacciono i parassiti. Vorrei mettercene parecchi.

GABRIELE: Certo.

DIO: Già la Terra non è venuta granché. Secondo me, c’è poca acqua.

GABRIELE: Davvero?

DIO: Sì.

GABRIELE: Oh cazzo.

DIO: Comunque, potremmo sempre aggiungerne dopo. Un diluvio o qualcosa del genere…

GABRIELE: Ah, giusto.

DIO: Questi esseri umani, invece, così non vanno. Cioè, non che me ne importi molto ma, così come sono, finirebbero per buttarsi nei dirupi.

GABRIELE: Certo.

DIO: Quindi, ci vorrebbe qualcosa che, come dire, li distraesse …

GABRIELE (tace).

DIO: E’ tutto il giorno che ci penso, ma non trovo nulla.

GABRIELE: Forse, potremmo dire loro che, da morti, li prenderemo qui con noi …

DIO: Ma figurati… no, no.

GABRIELE (tace).

DIO: Senti, mi sa che bisogna fermare tutto.

GABRIELE: Oh cazzo.

DIO: So che avete lavorato tanto, ma… ehi. Aspetta. Che hai detto?

GABRIELE: Quando?

DIO: Adesso. Cosa hai detto?

GABRIELE: Ma nulla, Signore.

DIO: No no, ripeti.

GABRIELE: Ma no.

DIO: Sì, sì.

GABRIELE: Ho detto solo…

DIO (schiocca le dita): Ci sono!

Negli esseri umani, che per l’appunto sono intelligenti, Dio instillò una pulsione ad accoppiarsi continua. Per gli altri vertebrati, che lo sono meno, optò per un sesso periodico. A piante e organismi semplici, che non sanno nulla, Dio lasciò l’efficiente riproduzione senza sesso.