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	<title>Universi paralleli</title>
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	<description>In che universo vuoi abitare oggi?</description>
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		<title>Universi paralleli</title>
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		<title>Cambio della guardia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 17:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esce Caminadella, entra Rufo. Pubblicato in: Meta<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=591&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Esce Caminadella, entra <a title="L'essenziale è visibile agli occhi" href="http://quirufo.blogspot.com/" target="_self">Rufo</a>.</p>
<br />Pubblicato in: Meta  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/591/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=591&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il grande test dell&#8217;estate: che tipo di lavoratore sei?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 08:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba vecchia]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre ravanavo sul disco fisso ho scoperto che anni fa avevo iniziato a scrivere un libro destinato a grandi vendite su come avere successo nel lavoro. Non ricordo perché l&#8217;ho interrotto, ma vedo che il capitolo introduttivo conteneva un test &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2009/07/30/il-grande-test-dellestate-che-tipo-di-lavoratore-sei/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=568&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre ravanavo sul disco fisso ho scoperto che anni fa avevo iniziato a scrivere un libro destinato a grandi vendite su come avere successo nel lavoro. Non ricordo perché l&#8217;ho interrotto, ma vedo che il capitolo introduttivo conteneva un test da spiaggia adatto alla stagione in corso. Pubblico un estratto così come l&#8217;avevo scritto. Come al solito il post supera la lunghezza raccomandabile per la lettura a schermo, ma potete stamparlo e metterlo nella borsa insieme al secchiello e alla paletta.</p>
<p><span id="more-568"></span></p>
<p style="text-align:center;">*             *             *</p>
<p>La vera causa del successo nel lavoro è la proprietà che il linguaggio popolare chiama “essere tagliati per”. Questa proprietà, pur difficile da definire, ha un effetto ovvio sulle prestazioni. In un ambiente organizzativo vedete subito i lavoratori “tagliati per”: anche se fanno errori imparano alla svelta, sono a loro agio, parlano con i capi volentieri e questi ultimi sembrano preferirli. Di fatto, questi lavoratori ricevono le opportunità migliori e in genere le colgono. Talvolta, gli stessi colleghi con cui sono in concorrenza collaborano con loro, come spinti da una forza misteriosa, e recriminano di averlo fatto solo quando è troppo tardi.</p>
<p>Al contrario, chi non è “tagliato per” sembra vivere il lavoro come un dovere, manca di iniziativa, suscita inquietudine nei capi e resta ai margini dei flussi informativi. Perciò, ha poche opportunità e, quando le ha, non riesce a sfruttarle, finendo col fissarsi su teorie del complotto, peraltro più che fondate: spesso i colleghi sparlano di lui, e proprio questo dimostra il suo fallimento.</p>
<p>Che una persona sia o no “tagliata per” dipende dalla sua personalità, qualcosa che molti non mettono a fuoco in un’intera esistenza. Uno può convincersi che è “testardo” perché così dicono i suoi genitori, o gli amici, o perché lo ha letto nel segno zodiacale, mentre si ferma davanti alle difficoltà senza neanche accorgersi. In una tale cecità, scegliersi un lavoro è come estrarre una pallina da un’urna: il risultato, buono o cattivo, dipende dalla fortuna, e voi, che avete deciso di leggere questo libro, suppongo non ne abbiate avuta molta.</p>
<p>Il primo passo per risolvere i problemi di carriera è capire se siete o no tagliati per il mestiere che fate. Nel capitolo 2 troverete i test per identificare il vostro tipo di personalità. I test si ispirano al noto metodo Myers-Briggs, che ha 16 tipi, corrispondenti ad altrettante combinazioni di tratti junghiani. Io uso una classificazione a 8 tipi, derivanti dai tratti che, come dimostrerò, contano nel lavoro. Il minitest seguente vi dà un’idea di come procederò.</p>
<p><em>Minitest: </em>Per ogni situazione, scegliete la frase che d’istinto vi piace di più.</p>
<p>A. State lavorando a un progetto da consegnare fra due giorni ma siete in ritardo. Se un’astronave aliena atterrasse in giardino e un ometto verde vi consegnasse il testo del progetto, con le soluzioni ingegnose che ci si può attendere da un’intelligenza superiore…</p>
<ol>
<li>“… sarebbe grandioso! Meglio ancora se me lo mandasse con il teletrasporto!”</li>
<li>“… sì, sarebbe grandioso. Ma non succederà e farei meglio ad affrettarmi.”</li>
</ol>
<p>B. Sono tre mesi che trattate con Zack, un cliente grosso, per ottenere una commessa. Quando credete sia fatta Zack sceglie il vostro concorrente. Pensate:</p>
<ol>
<li>“Merda! E chi se lo aspettava… è proprio la legge di Murphy: se qualcosa può andar male lo farà.”</li>
<li>“Merda! E chi se lo aspettava… e adesso però questo stronzo di Zack mi sente!”</li>
</ol>
<p>C. Siete a un seminario sul Project Management, che pagate di persona. Un giovane docente critica i metodi classici per mettere le attività in sequenza, dichiara che è inutile perderci tempo ed espone un metodo di sua invenzione. Voi pensate:</p>
<ol>
<li>“Vabbé, vediamo che ci dice il giovane.”</li>
<li>“Non ho speso i miei soldi per ascoltare questo presuntuoso.”</li>
</ol>
<p>La situazione A riguarda il vostro rapporto con la <em>realtà</em>. Se avete risposto 1, potreste essere un <em>Sognatore</em>, se avete risposto 2 un <em>Positivo</em>.</p>
<p>La situazione B riguarda il vostro rapporto con <em>voi stessi</em>. Scegliere 1 è un indizio che siete un <em>Insicuro</em>, scegliere 2 che siete un <em>Fiducioso</em>.</p>
<p>La situazione C riguarda il vostro rapporto con il <em>mondo delle idee</em>. La preferenza per 1 suggerisce siate un <em>Autonomo</em>, quella per 2 un <em>Ricettivo</em>.</p>
<p>Ecco come si definiscono questi tratti:</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Sognatore</em>. Immagina, e ne trae soddisfazione sufficiente da rinunciare ad agire. In apparenza creativo, di nascosto è rigido, perché il mancato confronto con la realtà gli impedisce di evolversi.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Positivo</em>. Sa che la realtà non si modifica se non agendo, e prova piacere nel farlo. Sbaglia come gli altri, ma apprende dagli errori. Attento ai mezzi, è indifferente ai fini.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Insicuro</em>. Privo di autostima, pensa di sé ciò che vorrebbe gli altri non pensassero. Vive una tensione a migliorare, ma non crede di farcela. Quando fallisce, si consola per averlo previsto.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Fiducioso. </em>Ciò che vuole gli altri pensino di lui, lui già lo pensa di sé. Intraprende convinto di riuscire. Ricorda i successi e dimentica i fallimenti. Se fallisce troppo, puntella l’immagine di sé diminuendo quella degli altri.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Autonomo. </em>Ama pensare idee per conto suo, e respinge quelle che non condivide. Critico, nota le cose che non funzionano e progetta cambiamenti. Crede nell’intelligenza, anche se può sottovalutarne la diffusione.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Ricettivo. </em>Adotta idee altrui secondo il prestigio e il numero delle fonti. Le convinzioni che ne trae sono solide, così come quelle cui passa quando idee più autorevoli emergono.</p>
<p>Ogni tipo psicologico è una combinazione di questi tratti. Per esempio, se avete risposto 2, 2 e 1 siete un “Positivo Fiducioso Autonomo”.  Tre quesiti sono pochi, e con i test completi del capitolo 2 potreste identificare un tipo diverso. Ma intanto cercate in questo elenco il tipo ottenuto e leggetene il ritratto, insieme alla carriera che vi consiglio.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Sognatore Insicuro Ricettivo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Privi di senso della realtà e di fiducia in voi stessi, sareste destinati alla rovina. Ma, grazie all’assenza di idee vostre, siete pronti a sottomettervi a fonti di autorità e a ingigantirle nella vostra fantasia. Da esse potete trarre la sicurezza che vi manca e diventare un esecutore abile. Ruolo ideale: <em>adepto</em>. Strategia: trovate individui notevoli e proponete i vostri servizi. A contatto con loro, diventerete lo strumento fedele e silenzioso di cui hanno bisogno, e li seguirete nell’ascesa, accumulando ricchezza e potere di cui, peraltro, dovendo rinunciare a una vita personale, potreste non sapere che fare.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Sognatore Insicuro Autonomo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Avete una mente attiva e ne siete consapevoli. Nelle organizzazioni restate isolati perché disallineati dalle idee correnti. Come lavoratori in proprio fallite per difetto di senso pratico. Vorreste essere uno scrittore, un artista, un matematico ma l’insicurezza vi blocca. Anche per voi l’unica salvezza è servire qualcuno ma, poiché giudicate, non potete fare l’adepto. Ruolo ideale: <em>intellettuale a pagamento</em>. Strategia: vendetevi a persone in carriera nei campi in cui conta avere idee, o l’apparenza di averne, come la politica e l’università. Perfetti come <em>ghost writer</em>, scriverete discorsi e libri che altri pubblicheranno. OK anche il giornalista di propaganda. I protettori sapranno ricompensarvi e ciò spegnerà la nausea per ciò che fate.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Sognatore Fiducioso Ricettivo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Sicuri di voi stessi, aspirate a un lavoro in proprio. Tuttavia, privi di pensiero, non potete offrire idee e, incapaci nell’azione, neanche servizi efficienti. Nelle organizzazioni trovate invece una cultura da assorbire e persone competenti da sfruttare. Lì siete il capo perfetto, quello che ordina ai sottoposti di mettere in pratica idee che non ha pensato, e in modi che non tocca a lui suggerire. Ruolo ideale: <em>alto dirigente</em>. Strategia: conseguite un titolo di studio eccellente, così che sia imbarazzante lasciarvi a un livello basso, e celate qualunque dote operativa, così che sembriate inadatti anche ai livelli intermedi, dove talvolta il capo lavora davvero. Se non vi piace studiare, supplite con un bell’aspetto, l’abbigliamento di classe e il golf.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Sognatore Fiducioso Autonomo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Avete idee, credete in voi stessi ma i piccoli problemi della vita vi confondono. Ambizioso, non volete essere un dipendente e, se vi è capitato, capi mediocri hanno bloccato le vostre iniziative. Però, incapaci di superare gli ostacoli, fallite anche da soli. Nel tempo sviluppate un disprezzo per il volgo ma fantasticate di migliorarlo. Siete adatti a un lavoro in proprio, di tipo intellettuale ma remunerativo, in cui altri provvedano ai dettagli. Ruolo ideale: <em>guru</em>. Strategia: fondate uno studio come pubblicitario, designer, architetto o simili, e radunate giovani di talento ma con il tratto Insicuro, che dominerete. Dapprima, affiderete loro le fasi realizzative; dopo il primo successo, quando i clienti inizieranno a cercarvi, lascerete ai giovani anche il contatto con loro e costruirete un’aura di mistero rendendovi inaccessibile.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Positivo Insicuro Ricettivo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Siete pratici, rispettate l’autorità e non prendete rischi. Il capo vi apprezza ma, proprio perché siete un sottoposto prezioso, non vuole cresciate. Incapaci di farvi valere, rischiate di rassegnarvi a posizioni basse. A complicare le cose, se siete un uomo sposate donne dagli stessi tratti che vi rimproverano di essere un debole. Se siete una donna vi concedete a uomini col tratto Fiducioso, che poi spingono perché lasciate il lavoro. Vi serve un mondo che apprezzi l’efficienza e la riservatezza, senza occasioni di carriera, ma capace di arricchirvi fin dall’inizio. Ruolo ideale: <em>colletto bianco del crimine organizzato</em>. Strategia: entrate in banca o nelle libere professioni e accettate quando vi contatteranno.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Positivo Insicuro Autonomo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Creativo e concreto, trovate la soluzione ai problemi ma, insicuro, vorreste che qualcuno agisse al vostro posto. In impresa fate proposte semplici, efficaci e in conflitto con pregiudizi solidi, che tutti trovano divertenti ma nessuno si sogna di accogliere. Potreste riuscire simpatico ma volete ammaestrare il prossimo come il grillo parlante. Però vi si ascolta volentieri criticare gli altri. Approfittatene in organizzazioni che hanno obiettivi da colpire. Ruolo ideale: <em>ideologo</em>. Strategia: frequentate le riunioni di un movimento politico, ambientalista o simili e, presa la parola, demolite il nemico con i validi argomenti che non vi mancheranno. Affermatovi come leader, chiudete un occhio sulle interpretazioni distorte e le azioni violente che ne potrebbero seguire.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Positivo Fiducioso Ricettivo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Le grandi organizzazioni sono il vostro habitat. Sicuri e pratici, ottenete risultati. Conformisti, piacete ai capi, che si rivedono in voi. Puntate al vertice e potete farcela ma, poiché il vostro tipo è diffuso, partite alla pari con molti. Per sopraffarli dovete essere inesorabili e, a tal fine, occorre che il vostro senso morale taccia. Ruolo ideale: <em>amministratore delegato</em>. Strategia: sposatevi giovani e figliate, così che come procacciatore di cibo abbiate una buona ragione per lasciare vittime lungo la strada. Se siete una donna, sposate un uomo che ama stare a casa, oppure non sposatevi, rimandando la famiglia a una facile maternità dopo i quaranta.</p>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Positivo Fiducioso Autonomo</span></p>
<p style="padding-left:30px;">Riunite pensiero, capacità d’azione e fiducia nei vostri mezzi. Sembrate invincibili, anche a voi stessi, e aspirate a cambiare il mondo, ma quest’ultimo non collabora. Nelle organizzazioni, la tendenza a fare a modo vostro vi rende un perdente. Come imprenditore, dipendete da finanziatori che, se Ricettivi, obiettano a qualsiasi idea che non conoscono e, se Autonomi, pensano di saperne più di voi. Condannati a un piccolo budget, lanciatevi in iniziative a grande rischio e grande rendimento. Ruolo ideale: <em>imprenditore rivoluzionario</em>. Strategia: nel garage di casa, coi risparmi dei genitori, avviate progetti che potrebbero sconvolgere tecnologia e mercati, pronti come Colombo ad arrivare in America o perire nel tragitto.</p>
<br />Pubblicato in: Roba vecchia  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/568/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/568/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=568&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La frase migliore che ho letto oggi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 18:18:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[La frase migliore che ho letto oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ecco la classifica dei libri più venduti nella libreria Mondadori del centro commerciale Vulcano Buono di Nola (NA), in località Boscofangone, secondo quanto ci dice il responsabile Gennaro Pecora&#8221; (Il Sole 24 Ore, oggi, p. 29, rubrica &#8220;Parola di libraio&#8221;). &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2009/06/07/la-frase-migliore-che-ho-letto-oggi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=565&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left:30px;">&#8220;Ecco la classifica dei libri più venduti nella libreria Mondadori del centro commerciale Vulcano Buono di Nola (NA), in località Boscofangone, secondo quanto ci dice il responsabile Gennaro Pecora&#8221; (Il Sole 24 Ore, oggi, p. 29, rubrica &#8220;Parola di libraio&#8221;).</p>
<p>Tante belle parole vive: pecora, bosco fangone, vulcano buono. Sembra una favola in attesa di un narratore.</p>
<br />Pubblicato in: La frase migliore che ho letto oggi  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=565&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Oval office</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 10:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emersi e salvati]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Oval office]]></category>

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		<description><![CDATA[Via &#8220;The Official White House Photostream&#8217;s photostream&#8221;. Pubblicato in: Emersi e salvati Tagged: Barack Obama, Oval office<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=558&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-559" title="Il presidente Obama nell'Oval office" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2009/04/3484867684_4faf884265_b.jpg?w=500&#038;h=749" alt="3484867684_4faf884265_b" width="500" height="749" /></p>
<p><a title="Il presidente Obama nell'Oval office" href="http://www.flickr.com/photos/whitehouse/3484867684/sizes/l/" target="_blank">Via &#8220;The Official White House Photostream&#8217;s photostream&#8221;</a>.</p>
<br />Pubblicato in: Emersi e salvati Tagged: Barack Obama, Oval office <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/558/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/558/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=558&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Davide e Betsabea</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 19:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le più belle storie della Bibbia]]></category>

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		<description><![CDATA[Spero che vi piacerà leggere il resto della storia di Davide e Betsabea. *        *        * Un pomeriggio in cui ammirava il panorama dalla terrazza del suo palazzo, re Davide vide un fenomeno che &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2009/04/26/davide-e-betsabea/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=549&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Spero che vi piacerà leggere il resto della storia di Davide e Betsabea.</p>
<p style="text-align:center;">*        *        *</p>
<p>Un pomeriggio in cui ammirava il panorama dalla terrazza del suo palazzo, re Davide vide un fenomeno che &#8220;lo obbligò a trattenere gli occhi prima che gli sporgessero dalla testa al di là di ogni possibile recupero&#8221;, come leggereste nella Bibbia se fosse opera del grande P.G. Wodehouse. Il fenomeno era la giovane Betsabea, che nel cortile di una casa faceva il bagno così com&#8217;era stata fatta dal vero autore del libro. Questi, poco incline alle iperboli dell&#8217;umorista inglese, scrive solo che Betsabea era &#8220;molto bella d&#8217;aspetto&#8221; e che Davide ordinò ai servi di informarsi subito su chi fosse la donna che gli aveva procurato quel fastidio agli occhi.</p>
<p>I servi gli dissero che la giovane era Betsabea, moglie di Uria, un guerriero fedele e di vigore indiscutibile che in quel momento stava massacrando adulti, donne e bambini nella terra degli Ammoniti, dove Davide aveva spedito l&#8217;esercito di Israele in una delle sue tradizionali missioni di autodifesa. Preso atto che Uria era trattenuto da questi impegni, Davide inviò i suoi messaggeri da Betsabea, perché la conducessero alla reggia.</p>
<p>Betsabea rimase incinta.</p>
<p>Fra i pochi inconvenienti di regnare, uno dei più scoccianti è l&#8217;interesse morboso dei sudditi per le cadute di chi li comanda. Se il re si mette un dito nel naso durante una parata militare, è certo che ogni spettatore se ne accorgerà e tramanderà l&#8217;episodio agli amici e ai conoscenti che non hanno avuto il bene di assistervi. A distanza di anni, le madri rimprovereranno i bambini che fanno quel gesto dicendo &#8220;Aronne, pensi di essere il re?&#8221;. Figuriamoci &#8211; rifletté tetramente Davide &#8211; quanto avrebbe mormorato il popolo dopo avere appreso che il re si portava a letto la moglie di un soldato fedele, proprio mentre il cornuto rischiava la vita combattendo per la patria. Ne avrebbero parlato per millenni. Ci avrebbero scritto sopra romanzi.</p>
<p>Davide, che già si figurava nei dipinti futuri nell&#8217;atto di allungare le mani su una Betsabea tenuta dai servi, stava per strapparsi i capelli quando gli venne in mente un modo elementare di scampare allo scandalo: richiamare Uria, così che facesse con sua moglie ciò che un guerriero di vigore indiscutibile ha la tradizione di fare appena torna dal fronte, e avesse poi a credere che il bambino fosse suo. Un minuto dopo Davide scriveva a Ioab, il capo dell&#8217;esercito di Israele, perché spedisse Uria a informarlo sull&#8217;andamento della guerra.</p>
<p>Uria tornò e si presentò al re. Al termine dell&#8217;udienza, un Davide sorridente donò a Uria una portata della tavola e lo invitò ad andare a casa a cenare.</p>
<p>E&#8217; una regola delle storie che iniziano con un colpo di fortuna magnifico, qual è vedere una bella donna nuda mentre ci si affaccia dalla terrazza, che la continuazione sia devastata da disgrazie imprevedibili. Appena si fu congedato dal re, Uria pensò ai cari compagni che aveva abbandonato al fronte. Parve al guerriero fedele che tornare a casa, a godersi le gioie del cibo e di una donna nel letto, fosse un insulto agli amici che in quel momento sopportavano le durezze dell&#8217;accampamento. Preso dal senso di colpa, Uria decise di restare alla reggia, e di simulare una camerata andando a dormire con i servi.</p>
<p>Davide inorridì quando ne fu informato. Recatosi a vedere la mostruosità, fece svegliare Uria e gli chiese perché non fosse a casa. Uria disse:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;L&#8217;arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non farò tal cosa!&#8221; (<em>Sam</em> 2, 11; 11).</p>
<p>Il re tornò ai suoi appartamenti, mormorando una tirata sull&#8217;idiozia dei soldati che avrebbe un posto fra i grandi classici dell&#8217;antimilitarismo di ogni epoca, se il vero autore della Bibbia non ci avesse fatto il torto di ometterla.</p>
<p>La sera seguente Davide invitò Uria a cena e lo fece ubriacare. Quando ritenne di avere distrutto ogni dignità nella vittima, e di avere proferito un numero sufficiente di battute sulle &#8220;lance dei guerrieri&#8221;, il re accompagnò Uria a braccetto all&#8217;uscita della reggia, gli diede un gran pacca sulle spalle e lo esortò ad andare da sua moglie.</p>
<p>Appena Uria uscì dalla vista di Davide, tornò indietro e andò a dormire con i servi.</p>
<p>Appreso il fallimento del piano, il re passò la notte guardando il soffitto della camera da letto.</p>
<p>Al mattino, Davide disse a Uria di tornare al fronte e consegnare una lettera sigillata a Ioab. Nella lettera era scritto:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Ponete Uria in prima fila, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia&#8221; (<em>Sam</em> 2, 11; 15).</p>
<p>Ioab ubbidì. Uria fu trafitto dagli arcieri nemici durante l&#8217;assedio israeliano alla città ammonita di Tebez. Quando giunse la notizia, Betsabea prese il lutto, mentre Davide fu udito fischiettare in terrazza. Appena il lutto fu concluso, Davide prese in moglie la vedova di Uria. Il popolo salutò il bambino come figlio del re.</p>
<p>E&#8217; noto che nella vita vera Dio lascia i malfattori impuniti, tanto che molti di loro non solo conservano la salute, ma si arricchiscono e salgono la scala sociale fino alla vetta. Può darsi Dio voglia illuderli, per poi punirli dopo morti. Tuttavia nella Bibbia vige un regime diverso, dove i ragazzini che dileggiano Elia sono subito sbranati dagli orsi.</p>
<p>Fu così che Natan, il profeta di corte, chiese al re un colloquio a quattr&#8217;occhi. Ignaro del missile che stava dirigendosi su di lui, Davide acconsentì. Natan gli disse:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l&#8217;altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia.</p>
<p style="padding-left:30px;">Un ospite di passaggio arrivò dall&#8217;uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell&#8217;uomo povero e ne preparò una vivanda per l&#8217;ospite venuto da lui&#8221; (<em>Sam</em> 2, 12; 1-4).</p>
<p>Davide si fece assorbire dalla storia, che vi è lecito immaginare più lunga e colorata di quanto sia nella Bibbia. Quando Natan finì, Davide era infervorato e disse:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto un tal cosa e non avere avuto pietà&#8221; (12; 5-6).</p>
<p>Natan disse:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Tu sei quell&#8217;uomo!&#8221; (12; 7).</p>
<p>Davide, prima euforico, entrò in quello stato di preoccupazione che vi prende quando vi informano che avete i pantaloni in fiamme. Natan disse che come il ricco scellerato aveva rubato al povero la sua unica pecora, così Davide, cui Dio aveva donato lo scettro e un harem (allora gli ebrei erano poligami), aveva rapito a Uria l&#8217;unica moglie che avesse. Poi il profeta ripercorse i punti principali della faccenda della lettera a Ioab.</p>
<p>Davide taceva. Il passo successivo era l&#8217;annuncio della pena.</p>
<p>Natan disse:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Così dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prenderò le mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro sotto la luce di questo sole; poiché tu l&#8217;hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele&#8230;&#8221; (12; 11-12).</p>
<p>Da buon re antico che ha cura del suo onore virile, Davide si irrigidì come se un serpente gli si fosse parato davanti. Neanche il ghigno del profeta &#8211; che sembrava non vedere l&#8217;ora di assistere alla scena &#8211; gli giovò.</p>
<p>Allora Davide fece ciò che nelle circostanze disperate un vero uomo deve essere capace di fare: piangere.</p>
<p>Il pianto funzionò. Natan inarcò le sopracciglia, sospirò, e disse che il Signore acconsentiva a tramutare la pena annunciata in quella &#8211; evidentemente meno grave &#8211; della morte del bambino. Il piccolo si ammalò all&#8217;istante. Dopo sette giorni era stecchito. In seguito Betsabea diede a Davide un altro figlio, Salomone, che costruì il Tempio e fu il re più grande della storia di Israele.</p>
<br />Pubblicato in: Le più belle storie della Bibbia  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/549/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/549/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=549&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Rispondete nei commenti</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2009/03/26/rispondete-nei-commenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 09:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pareri]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto scrivendo una cosina e ho bisogno di un parere. Quale versione preferite? (a) Un giorno soleggiato in cui ammirava il panorama dall&#8217;alto della terrazza della sua reggia, il capo del popolo di Israele ebbe un incidente che P.G. Wodehouse, &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2009/03/26/rispondete-nei-commenti/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=542&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sto scrivendo una cosina e ho bisogno di un parere. Quale versione preferite?</p>
<p>(a)</p>
<blockquote><p>Un giorno soleggiato in cui ammirava il panorama dall&#8217;alto della terrazza della sua reggia, il capo del popolo di Israele ebbe un incidente che P.G. Wodehouse, fosse stato lui a scrivere la Bibbia, avrebbe descritto in questo modo: &#8220;re Davide riuscì a trattenere gli occhi nelle orbite un secondo prima che gli sporgessero fuori dalla testa al di là di ogni possibile recupero&#8221;. A causare questo incidente fu la vista della giovane Betsabea che, in una casa vicina, faceva il bagno così com&#8217;era stata creata dal vero autore della Bibbia. Questi, poco incline alle immagini fantasiose del grande umorista inglese, si limita a dire che Betsabea era &#8220;molto bella d&#8217;aspetto&#8221; e che Davide, interrotte le visite degli ambasciatori e le altre noiose occupazioni che affliggono la vita dei sovrani in ogni epoca, ordinò ai servitori di informarsi subito su chi fosse la giovane che gli aveva causato quel fastidio agli occhi.</p>
<p>I servitori tornarono e dissero al re che la giovane era Betsabea, moglie di Uria, un guerriero di fedeltà provata e vigore indiscutibile, che in quel momento stava massacrando adulti, donne e bambini nella terra degli Ammoniti, dove Davide aveva spedito l&#8217;esercito di Israele in una delle sue tradizionali missioni di autodifesa. Preso atto che Uria era trattenuto dai suoi impegni professionali, Davide ordinò ai servitori di recarsi da Betsabea e di condurla alla reggia.</p>
<p>Betsabea rimase incinta.</p></blockquote>
<p>(b)</p>
<blockquote><p>Narra la Bibbia che Davide, un giorno che guardava il panorama dalla terrazza della sua reggia, ebbe la fortuna di scorgere Betsabea che faceva il bagno nuda. Betsabea era giovane e &#8220;molto bella d&#8217;aspetto&#8221; (<em>Sam</em> 2, 11; 2). Subito Davide si informò su di lei e seppe che era la moglie di Uria, un guerriero dell&#8217;esercito di Israele, che in quel momento combatteva nella terra degli Ammoniti. &#8220;Via libera!&#8221;, pensò Davide, e ordinò ai messaggeri di condurre Betsabea alla reggia.</p>
<p>Betsabea rimase incinta.</p></blockquote>
<br />Pubblicato in: Pareri  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/542/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=542&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Narcisi (uno bianco, l&#8217;altro abbronzato)</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2009/03/13/berlusconi-e-obama/</link>
		<comments>http://caminadella.wordpress.com/2009/03/13/berlusconi-e-obama/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 20:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emersi e salvati]]></category>
		<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato in: Emersi e salvati, Ritratti Tagged: Barack Obama, narcisismo, Silvio Berlusconi<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=531&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-530" title="Silvio Berlusconi a Milano, 1980" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2009/03/silvio-berlusconi.jpg?w=500" alt="Silvio Berlusconi a Milano, 1980"   /></p>
<p><img class="size-full wp-image-532" title="Barack Obama a Los Angeles, 1980" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2009/03/barack-obama.jpg?w=500" alt="Barack Obama a Los Angeles, 1980"   /></p>
<br />Pubblicato in: Emersi e salvati, Ritratti Tagged: Barack Obama, narcisismo, Silvio Berlusconi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/531/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=531&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Silvio Berlusconi a Milano, 1980</media:title>
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			<media:title type="html">Barack Obama a Los Angeles, 1980</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Sandro Fusina merita la fiducia dei suoi lettori?</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/12/16/sandro-fusina-merita-la-fiducia-dei-suoi-lettori/</link>
		<comments>http://caminadella.wordpress.com/2008/12/16/sandro-fusina-merita-la-fiducia-dei-suoi-lettori/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 08:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione anno zero]]></category>
		<category><![CDATA[Natura umana]]></category>
		<category><![CDATA[allegoria]]></category>
		<category><![CDATA[bordello]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Cordero]]></category>
		<category><![CDATA[metafora]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Fusina]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Oca Sapiens mi chiede nei commenti se questo bordello è una casa chiusa. Lo è. Sapete bene che internet è una vita da cani. Quindi, un anno di un blogger equivale a sette anni di un essere umano. E sono &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/12/16/sandro-fusina-merita-la-fiducia-dei-suoi-lettori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=516&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Oca Sapiens" href="http://ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it/" target="_blank">L&#8217;Oca Sapiens</a> mi chiede nei commenti se questo bordello è una casa chiusa. Lo è. Sapete bene che internet è una vita da cani. Quindi, un anno di un blogger equivale a sette anni di un essere umano. E sono ormai cinque anni che giro su internet. Quindi, sono arrivato a 35 anni di contributi e vado in pensione. Tornerò giusto ogni tanto per qualche consulenza in nero.</p>
<p>Parlo di &#8220;bordello&#8221; per sfottere Sandro Fusina, commentatore di &#8220;Il Foglio&#8221;, che nel numero di sabato scorso <a title="Sandro Fusina - Un bordello autogestito" href="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/12/sandro-fusina-un-bordello-autogestito.jpg" target="_blank">mi qualifica come &#8220;tenutario di un bordello autogestito, cioè un blog&#8221;</a> (fate partire lo scroscio di risate). Fusina mi bersaglia per caso, almeno credo. Deve essersi imbattuto in <a title="Franco Cordero scrive bene?" href="http://caminadella.wordpress.com/2008/06/19/franco-cordero-scrive-bene/" target="_blank">questo mio vecchio post</a> mentre cercava notizie su Franco Cordero, e ha deciso che quel post meritava un&#8217;analisi sulla stampa nazionale. Avrei preferito finire sotto i riflettori in circostanze migliori, perché quel post era frettoloso e conteneva un errore (il &#8220;romanesco&#8221;). D&#8217;altra parte, i riflettori sono così: si accendono sempre quando sei in mutande.</p>
<p>Il tema del post era una frase di Franco Cordero <a title="Franco Cordero - La conversione impossibile" href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/giustizia-1/cordero-polemica/cordero-polemica.html" target="_blank">in un articolo di Repubblica</a>.</p>
<blockquote><p>Nel dialetto subalpino circolava una metafora romanesque: “l’hanno cambiato a balia”; forse lo dicono ancora d’uno che improvvisamente risulti diverso (i dialetti e relativa sapienza vanno estinguendosi); l’ubriacone diventa asceta, il codardo compie gesta eroiche et similia.</p></blockquote>
<p>Questa frase &#8211; che trovo brutta &#8211; mi aveva suscitato cinque domande. La prima:</p>
<blockquote><p>Cos’è il “dialetto subalpino”? Nella pianura padana di dialetti ce n’è un esercito.</p></blockquote>
<p>La risposta di Fusina:</p>
<blockquote><p>Il raffinato glottologo Tal dei Tali avrebbe voluto che Cordero identificasse il dialetto subalpino in questione almeno con un aggettivo possessivo. Un &#8220;mio&#8221; avrebbe avrebbe permesso di identificare il dialetto subalpino al quale Cordero si riferiva con un dialetto del gruppo piemontese. Anche se la metafora, per quello che vale la mia testimonianza, era molto usata anche in almeno due dialetti del gruppo lombardo, il milanese e il bosino.</p></blockquote>
<p>E&#8217; vero, avrei voluto che Cordero identificasse il dialetto di cui stava parlando. Se Cordero si riferiva al suo dialetto di nascita, la forma chiara e precisa sarebbe stata:</p>
<ul>
<li>&#8220;nel mio dialetto&#8221; (ovviamente, non la goffa &#8220;nel mio dialetto subalpino&#8221;);</li>
</ul>
<p>Se invece si riferiva ad alcuni o a tutti i dialetti del Nord, avrebbe dovuto scrivere:</p>
<ul>
<li>&#8220;nei dialetti subalpini&#8221;.</li>
</ul>
<p>La domanda 2:</p>
<blockquote><p>“L’hanno cambiato a balia” è una metafora?</p></blockquote>
<p>Risposta di Fusina:</p>
<blockquote><p>Quanto alla pertinenza del termine metafora a Tal dei Tali basterebbe ripassare il capitolo Retorica in qualsiasi manuale di prosodia e metrica per il liceo o, avendo sete di scientificità, cercare il paragrafo pertinente nel &#8220;Trattato sull&#8217;argomentazione&#8221; di Perelman-Titheca.</p></blockquote>
<p>La prosodia e la metrica, che studiano il ritmo e la costruzione dei versi, qui c&#8217;entrano come i cavoli a colazione. Però forse i manuali del liceo hanno un&#8217;appendice sulla retorica. Nel caso informatemi, perché non ho fatto il liceo. Il &#8220;Perelman-Titheca&#8221; &#8211; in realtà Perelman-Tyteca &#8211; è un celebre libro di filosofia dell&#8217;argomentazione. Mai letto, ma dubito che contenga un&#8217;analisi linguistica delle figure retoriche. Di nuovo, informatemi eventualmente del contrario.</p>
<p>Comunque, nei manuali di linguistica leggete che la figura retorica della metafora consiste nel sostituire una cosa a un&#8217;altra. In particolare, la metafora sostituisce un nome a un altro nome, un aggettivo a un altro aggettivo, un verbo a un altro verbo. Nell&#8217;ordine:</p>
<ul>
<li>&#8220;Maria è <em>una fanciulla bella e delicata</em>&#8221; diventa &#8220;Maria è <em>un fiore</em>&#8220;. </li>
<li>&#8220;Giovanni ha avuto un&#8217;idea <em>intelligente</em>&#8221; diventa &#8220;Giovanni ha avuto un&#8217;idea <em>luminosa</em>&#8220;.</li>
<li>&#8220;Pino ha <em>cambiato discorso</em>&#8221; diventa &#8220;Pino ha <em>svicolato</em>&#8220;.</li>
</ul>
<p>La classificazione tradizionale delle figure retoriche (cito dal &#8220;Dizionario di Linguistica&#8221; di Gian Luigi Beccaria, p. 467) mette la metafora &#8220;fra i tropi di sostituzione (<em>immutatio</em>) su singole parole (<em>in verbis singulis</em>)&#8221;. La parola può essere in realtà un gruppo (nominale, aggettivale, verbale), come negli esempi qui sopra.</p>
<p>Conclusione: &#8220;l&#8217;hanno cambiato a balia&#8221; (gruppo verbale) non è una metafora. Quale verbo o gruppo verbale starebbe sostituendo? Di certo non &#8221;è nato da altri genitori&#8221; o simili, rispetto ai quali &#8220;l&#8217;hanno cambiato a balia&#8221; sarebbe una mera parafrasi (e, incidentalmente, una descrizione vera del fatto).</p>
<p>Ora, che &#8220;l&#8217;hanno cambiato a balia&#8221; sia una forma traslata è sicuro; senz&#8217;altro, è anche una &#8220;figura idiomatica&#8221; (in italiano corrente, un &#8220;modo di dire&#8221;); se poi vogliamo assegnarla a una figura retorica classica il candidato migliore è l&#8217;allegoria:</p>
<blockquote><p>L&#8217;allegoria è la figura retorica per cui un concetto astratto viene espresso attraverso un&#8217;immagine concreta: in essa, come nella metafora, vi è la sostituzione di un oggetto ad un altro ma, a differenza di quella, l&#8217;accostamento non è basato su qualità evidenti o sul significato comune del termine, bensì su un altro concetto che spesso attinge al patrimonio di immagini condivise della società (<a title="Allegoria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Allegoria" target="_blank">Wikipedia</a>).</p></blockquote>
<p>Il vostro manuale di linguistica vi ricorderà che esiste anche un concetto più ampio di metafora, che include qualsiasi &#8221;testo in una situazione controdeterminante&#8221; (cito sempre dal Beccaria). Ricorrendo ancora all&#8217;italiano corrente: &#8220;testo che dice qualcosa di letteralmente falso per rimandarvi a qualcosa di vero&#8221;. Incontrate questo concetto quando si parla di &#8220;metaforicità&#8221;, o di &#8220;stile metaforico&#8221;, magari a proposito di un testo dove l&#8217;autore usa più che altro iperboli e similitudini.</p>
<p>Ora, il mio post era sullo scrivere bene. E parlare di &#8220;metaforicità&#8221; dello stile di un testo è una cosa, parlare di metafore in rapporto a una frase specifica è un&#8217;altra. Scrivereste mai che &#8220;Ho protestato con la Casa Bianca&#8221; è una metafora quando sapete che è una metonimia? Che &#8220;Mario è morto di stanchezza&#8221; è una metafora quando sapete che è un&#8217;iperbole?</p>
<p>Così, riformulo la domanda: perché Cordero dice che &#8220;l&#8217;hanno cambiato a balia&#8221; è una metafora quando è un&#8217;allegoria o un semplice modo di dire?</p>
<p>Un&#8217;altra domanda ancora è se Fusina, nella sua risposta, si stia appiattendo sul concetto ampio di metafora, oppure &#8211; non voglio escludere niente &#8211; ignori la nozione tradizionale di metafora come sostituzione &#8220;in verbis singulis&#8221;.</p>
<p>Le domande 3 e 4: </p>
<blockquote><p>Perché questa metafora sarebbe romanesca?</p>
<p>Perché Cordero scrive “romanesque” invece di “romanesca”?</p></blockquote>
<p><a title="Eschaton" href="http://www.eschaton.it/blog/" target="_blank">RV</a> aveva risolto la questione nei commenti: &#8220;romanesque&#8221; è la versione francese di &#8220;romanzesca&#8221;. Colpa mia: non avevo mai incontrato questa espressione in un testo in italiano. La cosa dipende delle mie cattive o insufficienti letture. Avevo incontrato quell&#8217;espressione in inglese, dove indica lo stile romanico, che chiaramente non era ciò che intendeva Cordero. Poteva allora essere una francesizzazione di &#8220;romanesco&#8221;? Lascio leggere a voi la risposta di Fusina, che aggiunge poco alle delucidazioni di RV.</p>
<p>La domanda 5:</p>
<blockquote><p>Perché i subalpini dovrebbero dire “l’hanno cambiato a balia” di uno che “improvvisamente risulti diverso” (altri avrebbero scritto “si trasforma”) da adulto (l’ubriacone, il codardo)?</p></blockquote>
<p>Qui il punto è che &#8220;l&#8217;hanno cambiato a balia&#8221; si applica bene a un figlio diverso nel carattere dai suoi genitori, ma male, forse per nulla, a un adulto che si trasforma all&#8217;improvviso. Fusina tralascia di rispondere.</p>
<p>Questo per le faccende di scrittura e di linguistica. Poi c&#8217;è il &#8220;Tal dei tali, tenutario di blog&#8221;. Come avrete notato, Fusina non nomina mai né me né &#8220;Universi paralleli&#8221;. E&#8217; una cattiva abitudine di molti giornalisti italiani quando attingono ai blog. Date un&#8217;occhiata al New York Times e vedrete che, sì, c&#8217;è un mondo dove i giornalisti citano le fonti internet. Oltre che una forma di cortesia verso chi le ha scritte (e  ti sta dando materiale per il tuo articolo), è un modo di permettere al lettore di verificare che la fonte corrisponda alla versione che ne stai dando.</p>
<p>Perché i giornali italiani non hanno questa prassi? In generale, non lo so. Nel caso di Fusina, una prima possibilità è che disprezzi i blog perché, come dice, sono &#8220;autogestiti&#8221;. Lui, che scrive su un giornale, ha vinto una selezione. Chi scrive su un blog, invece, non ha superato prove che certifichino che sappia scrivere. E&#8217; un nessuno. Nominarlo significherebbe elevarlo, e non se lo merita.</p>
<p>Se leggete il suo invito alla reverenza verso la cultura in fondo all&#8217;articolo, capite che Fusina non è il tipo paritario che dice &#8220;non conta dove pubblichi, conta la qualità di ciò che scrivi&#8221;.</p>
<p>Una seconda possibilità è che Fusina taccia il nome del mio blog perché i lettori non scoprano le balle che racconta. Ecco come Fusina descrive i commenti che avrebbero fatto seguito al mio post:</p>
<blockquote><p>&#8220;Tripudio e sconcerto dei frequentatori abituali della detta casa di tolleranza autogestita. Tripudio per l&#8217;ottima occasione di ammettere coram orbi di non essere mai riusciti, et pour cause, a leggere un pezzo di Cordero oltre le poche righe dell&#8217;incipit. Sconcerto per non avere a disposizione molte parole per alimentare la seduta di coprolalia&#8221;.</p></blockquote>
<p>Più avanti:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8230; la chiacchierata in blog non è che un calco, uno della scorante miriade di calchi, sulla sciagurata uscita fantozziana (&#8220;la corazzata Potiemkin è una boiata pazzesca!&#8221;) &#8230;. Come la fede, la cultura sopporta e reagisce alle minacce, ma si affloscia di fronte alla mancanza di reverenza e alla trivialità&#8221;.</p></blockquote>
<p>Se andate a rileggere <a title="Commenti - Franco Cordero scrive bene?" href="http://caminadella.wordpress.com/2008/06/19/franco-cordero-scrive-bene/#comments" target="_blank">i commenti di quel post</a>, non troverete tripudi e sconcerti, ma una minoranza di lettori che mi appoggia e una maggioranza che si schiera con Franco Cordero. Tutti si esprimono in modo signorile e articolato. Nessuno stonerebbe in un romanzo di Jane Austen, tranne forse un paio di sostenitori di Cordero.</p>
<p>La seduta di coprolalia: dove? Non ci sono parolacce, a meno che non vogliate contare fra le parolacce &#8220;crapa&#8221; &#8211; un peggiorativo subalpino di &#8220;testa&#8221; cui ricorre a un certo punto un corderiano.</p>
<p>Lascio sempre aperta ogni possibilità. Può darsi che Fusina, non avendo tempo di leggere tutti i commenti, abbia creduto che andava sul sicuro (&#8220;vuoi che non ci siano parolacce in un blog?&#8221;). Per sua sfortuna, era un thread più pulito di una lezione di catechismo. Dopo avere scoperto l&#8217;incidente, il New York Times mi avrebbe mandato una lettera di scuse.</p>
<p>Oppure Fusina ha mentito. Era in vena di un pezzo di colore sui blog sporchi e cattivi e, come fanno certi preti, ha inventato il peccato per poter fare la predica. Al New York Times lo avrebbero licenziato.</p>
<p>Infine, Fusina lancia le sue accuse di trivialità in un articolo dove mi descrive, in quanto autore di blog, come &#8220;tenutario di un bordello&#8221;. Mi ricorda la storiella del politico che abbatte un albero per salirci sopra e fare un comizio in difesa della natura.</p>
<p>Scusate la lunghezza e auguri per il Natale.</p>
<br />Pubblicato in: Informazione anno zero, Natura umana Tagged: allegoria, bordello, Franco Cordero, metafora, Sandro Fusina <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/516/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/516/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=516&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sandro Fusina mi paragona a Goebbels su &#8220;Il Foglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 20:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emersi e salvati]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione anno zero]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Cordero]]></category>
		<category><![CDATA[Goebbels]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[romanesque]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Fusina]]></category>

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		<description><![CDATA[Diderot mi invia gentilmente un ritaglio da &#8220;Il Foglio&#8221; di oggi, dove Sandro Fusina (a destra) commenta un post su Franco Cordero scritto da &#8220;Tal de Tali, tenutario di blog sulla rete&#8221;. Sono io! Il post è questo: Fusina dice, &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/12/13/sandro-fusina-mi-paragona-a-goebbels-su-il-foglio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=511&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-505 alignright" title="Sandro Fusina" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/12/sandro-fusina.jpg?w=500" alt="Sandro Fusina"   /></p>
<p><a title="Diderot tumblr" href="http://diderot.tumblr.com/" target="_blank">Diderot</a> mi invia gentilmente un ritaglio da &#8220;Il Foglio&#8221; di oggi, dove Sandro Fusina (a destra) commenta un post su Franco Cordero scritto da &#8220;Tal de Tali, tenutario di blog sulla rete&#8221;.</p>
<p>Sono io!</p>
<p><a title="Franco Cordero scrive bene?" href="http://caminadella.wordpress.com/2008/06/19/franco-cordero-scrive-bene/" target="_self">Il post è questo</a>: Fusina dice, fra le altre cose, che è &#8220;infinitamente più micidiale per la salute della cultura che non la pistola che il maresciallo Goebbels avrebbe estratto ogni volta che sentiva pronunciare la parola&#8221;. Il motivo, mi pare di capire, è che scrivere &#8220;romanesque&#8221; in luogo di &#8220;romanzesco&#8221; è cultura.</p>
<p>In un certo senso Fusina ha ragione, perché è esattamente un&#8217;idea di cultura che mi piacerebbe vedere morire.</p>
<p>Questo è <a title="Sandro Fusina - Un bordello autogestito" href="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/12/sandro-fusina-un-bordello-autogestito.jpg" target="_blank">il ritaglio</a>. Lo sto spedendo agli amici e ai conoscenti (&#8220;Guarda! &#8216;Infinitamente più micidiale di Goebbels&#8217;! Mi avevi sempre sottovalutato&#8221;). Sto anche prendendo precauzioni per evitare che il pezzo arrivi in mano a mia madre, che piangerebbe. Tornerò su Fusina, e i blog (perché ne ha anche per voi che li scrivete e leggete), quando avrò tempo.</p>
<br />Pubblicato in: Emersi e salvati, Informazione anno zero Tagged: cultura, Franco Cordero, Goebbels, Il Foglio, romanesque, Sandro Fusina <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/511/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=511&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/30/101-cose-da-fare-a-milano-almeno-una-volta-nella-vita/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 21:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[La frase migliore che ho letto oggi]]></category>
		<category><![CDATA[101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita]]></category>
		<category><![CDATA[fanciulle]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino delle Vergini]]></category>
		<category><![CDATA[Micol Arianna Beltramini]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Università Cattolica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Giurare di essere ancora fanciulla per farsi ammettere nel Giardino delle Vergini in Cattolica&#8221;. Una delle 101 cose da fare a Milano nel libro di Micol Arianna Beltramini (p. 105). Ho letto la frase sfogliando il libro in Feltrinelli, ma &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/30/101-cose-da-fare-a-milano-almeno-una-volta-nella-vita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=497&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-498 alignright" title="101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/09/101.jpg?w=500" alt="101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita"   /></p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Giurare di essere ancora fanciulla per farsi ammettere nel Giardino delle Vergini in Cattolica&#8221;.</p>
<p>Una delle 101 cose da fare a Milano <a title="101 cose da fare a Milano" href="http://www.newtoncompton.com/index.php?lnk=101&amp;ISBN=978-88-541-1222-3&amp;idaut=1674;&amp;idcur=" target="_blank">nel libro di Micol Arianna Beltramini</a> (p. 105). Ho letto la frase sfogliando il libro in Feltrinelli, ma ora l&#8217;ho qui in camera davanti agli occhi. Se <a title="La palla se ne partì morbida come un pezzo di pane verso la sponda opposta" href="http://caminadella.wordpress.com/2007/11/07/la-palla-se-ne-parti-morbida-come-un-pezzo-di-pane-verso-la-sponda-opposta/" target="_blank">una frase goffa</a> ti spinge a riappoggiare il libro sul bancone, una frase felice ti spinge a portarlo alla cassa.</p>
<p>Micol Arianna Beltramini ha anche <a title="Vienimi nel cuore" href="http://www.vieniminelcuore.splinder.com/" target="_blank">un blog</a>.</p>
<br />Pubblicato in: La frase migliore che ho letto oggi Tagged: 101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, fanciulle, Giardino delle Vergini, Micol Arianna Beltramini, Milano, Università Cattolica <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/497/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=497&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Passato, presente e futuro delle religioni</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/27/passato-presente-e-futuro-delle-religioni/</link>
		<comments>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/27/passato-presente-e-futuro-delle-religioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 17:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba vecchia]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho articoli nel cassetto di cui so che non farò più niente. Ogni tanto ne scaricherò uno qui. Quello di oggi va under the fold perché è lunghissimo. Passato, presente e futuro delle religioni Come nacquero le religioni? La teoria più nota &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/27/passato-presente-e-futuro-delle-religioni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=486&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ho articoli nel cassetto di cui so che non farò più niente. Ogni tanto ne scaricherò uno qui. Quello di oggi va <span style="font-style:normal;">under the fold</span> perché è lunghissimo.</em></p>
<p><span id="more-486"></span></p>
<p><strong>Passato, presente e futuro delle religioni</strong></p>
<p>Come nacquero le religioni? La teoria più nota è che derivino da culti primordiali delle forze della natura. Nel mondo secolarizzato di oggi, pochi sfortunati possono passare un weekend al mare sotto acquazzoni insistiti senza il sospetto che il cielo ce l’abbia con loro, o perdere due mani di briscola e non cogliere un sentimento nelle carte da gioco (“Quelle buone mi evitano”). Perciò, è probabile che i primi esseri umani scorgessero entità viventi in ogni tempesta, eruzione, siccità, moria delle vacche e sciame di cavallette che si abbatteva su di loro e, per recuperare il favore di queste entità, prendessero ad adorarle. Né è strano che venerassero il sole, le stagioni e i fenomeni uniformi, per la preoccupazione di non giocarsi pure quelli.</p>
<p>Tuttavia, il culto primordiale delle forze della natura avrebbe potuto prendere molte direzioni. Quando un fulmine cadeva su un gregge di pecore, i nostri antenati potevano dedurre che era stato il dio dei fulmini a scagliarlo, ma molte questioni restavano aperte. Il dio era irato? Perché? Era insoddisfatto dei sacrifici? Era geloso di quelli, più ricchi, che le vittime avevano concesso al dio dei fiumi? O era irato con le pecore? Avevano pascolato in un prato a lui sacro? Quale? O il dio voleva avvisarli che le pecore erano impure? Tutte, o solo quelle? Non si doveva mangiarle più? Neanche gli agnelli? E se poi il dio fosse stato solo di cattivo umore? Un dio, rimuginando, non può scagliare i fulmini a casaccio, come noi scalciamo i sassi?</p>
<p>Una risposta valeva l’altra. Perciò, è probabile che un antenato continuasse a farsi l’abbacchio, un altro smettesse, un altro moltiplicasse i sacrifici e un altro, fra lo scherno di tutti, innalzasse il primo parafulmine. Non c’era mezzo di sapere chi ci avesse azzeccato: i fulmini successivi potevano colpire un pioppo, o la cima di un monte, o vacche invece che pecore. Diverso sarebbe stato se i fulmini avessero bersagliato il mangiatore di abbacchi. Ma nella vita queste cose non accadono: la fortuna piove sui giusti e sui malvagi allo stesso modo, le preghiere non cambiano le frequenze statistiche degli eventi, gli automobilisti con l’adesivo “Padre Pio proteggimi” sbattono altrettanto spesso di quelli con il gagliardetto della Lazio. Ciò è parte del fatto che, come si dice, Dio è nascosto.</p>
<p>Ciò nonostante, apparvero le grandi religioni: in vari momenti storici e in luoghi diversi, milioni e milioni di persone si trovarono d’accordo che la carne di maiale è impura, che l’anima trasmigra, che non si può pronunciare il nome di Dio o che il sesso prima del matrimonio è cattivo. Come accadde? Questo è un problema storico interessante.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Problema storico interessante sulla religione</em></p>
<p style="padding-left:30px;">Perché nacquero le grandi religioni, dove milioni e milioni di fedeli, invece di regolarsi ciascuno a modo loro, seguono tutti le stesse dottrine?</p>
<p>Ora, le grandi religioni hanno i Libri, che fissano le dottrine. Ma i Libri, di nuovo, presuppongono che i fedeli concordino sulla loro origine. Dio, dicono i preti, ne avrebbe ispirato gli autori, ma i fedeli sanno che i preti non hanno certo interesse a dire il contrario. Il problema si pone anche per i grandi profeti, di cui dovremmo credere che avrebbero trascinato le folle con la sola forza del loro messaggio. La realtà è che se avete un messaggio splendido non è detto che la gente vi segua: Gesù addirittura resuscitava i cadaveri e le cose non gli andarono benissimo. Che Buddha, Maometto e gli stessi discepoli di Gesù abbiano avuto un trionfo ha bisogno di una spiegazione.</p>
<p>Inoltre, sappiamo che per millenni le religioni furono abbastanza piccole. E’ noto per esempio che, ai tempi di Gesù, la sola Palestina ospitava gli Ebioniti, gli Ellenisti, gli Emerobattisti, gli Erodiani, gli Esseni, i Farisei, i Galilei, i Genisti, i Masbatei, i Meristi, i Nazareni, i Sadducei, i Samaritani, gli Scribi e, secondo lo storico del I secolo Giuseppe Flavio, una sessantina di altri gruppi di cui si è perso il nome.</p>
<p>Il clero di una religione aveva un solo mezzo per moltiplicare i fedeli: reclutarli con la forza e punirli quando tentavano di scappare. E’ certo che molte religioni antiche fecero ampio uso della forza. Per esempio, questo è il modo in cui Mosé evitò lo scisma degli adoratori del vitello d’oro:</p>
<p style="padding-left:30px;">“Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari. <span>Mosè si pose alla porta dell’accampamento e disse: ‘Chi sta con il Signore, venga da me!’. Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi. Gridò loro: ‘Dice il Signore, il Dio d’Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente’. I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo” (Esodo, 32, 25-28).</span></p>
<p>Cosa occorreva perché una grande religione potesse unire milioni e milioni di fedeli? La capacità del clero di colpirli su un territorio vastissimo. Ciò a sua volta richiedeva:</p>
<ul>
<li>trasporti efficienti;</li>
<li>un potere politico forte e fautore della religione, che fornisse le milizie.</li>
</ul>
<p>E infatti le grandi religioni nacquero tutte in civiltà fiorenti, con strade ben tenute e navi capaci. Quanto al potere politico, riassumo i dati principali.</p>
<p><em>Buddhismo</em>. Alla sua morte, nel 486 a.C., Buddha non lasciò scritti, e i discepoli si azzuffarono per decidere cosa aveva detto. Ne derivarono 18 scuole, ciascuna delle quali includeva poco più di un drappello di monaci. Il buddismo divenne una grande religione nel III secolo a.C., quando l’imperatore Asoka, che regnava su buona parte dell’India, si convertì a una delle scuole. Allora Asoka ordinò ai funzionari provinciali di istruire la popolazione al culto, e creò i “Censori della legge di pietà” perché vigilassero i fedeli. “Censori delle donne” si occupavano della morale femminile.</p>
<p><em>Islam</em>. Maometto, dopo le rivelazioni avute dall’arcangelo Gabriele, formò un esercito e conquistò Medina, Mecca e altre città dell’Arabia. Nel 632 morì lasciando molti parenti, che spinsero le armate in tutto il Medio Oriente e in Africa Settentrionale e vi insediarono i califfati. Le popolazioni occupate si convertirono senza spargimenti di sangue. I musulmani, come è noto, davano libertà di culto agli infedeli ma proibivano loro di girare armati (in un’epoca in cui bisognava difendersi da soli), di montare a cavallo (come se a voi proibissero la macchina) e li assoggettavano a tassazione aggravata (due tasse in più: la <em>jizya</em>, da pagarsi a testa, e la <em>haram</em>, sui terreni). I califfi, quando si incontravano, si lamentavano del tempo, dei figli e che le troppe conversioni prosciugavano l’erario.</p>
<p><em>Confucianesimo</em>. Confucio dedicò la vita alla politica e, mentre era ministro della giustizia nella provincia di Lu, concepì una dottrina morale che, nelle sue intenzioni, avrebbe assicurato alla Cina il buon governo. Confucio morì nel 479 a.C. senza lasciare opere, ma i discepoli scrissero aneddoti e dialoghi che riportavano presunti precetti del maestro. Il confucianesimo si affermò nel II secolo a.C., quando la dinastia Han adottò i precetti come leggi dello Stato.</p>
<p><em>Cristianesimo</em>. Neppure Gesù lasciò scritti. Nel I secolo le comunità cristiane erano piccole religioni: ognuna aveva il suo clero, i suoi riti, le sue credenze e competeva con i pagani e gli altri culti dell’Impero Romano. Nel II secolo il cristianesimo si allargò, ma le comunità rimasero indipendenti e in conflitto su molti temi, dalla morale sessuale alla divinità di Gesù. Le persecuzioni imperiali erano rare. Nel III secolo le comunità cristiane, che ormai agivano alla luce del sole, si ingrandirono e, come prevedibile, ci furono frazionamenti: nelle città maggiori era frequente trovare più vescovi, di correnti diverse, ciascuno con un gruppo di fedeli. All’inizio del IV secolo Diocleziano lanciò persecuzioni feroci contro tutti i cristiani. Poco dopo, Costantino mutò il cristianesimo in religione di stato: nel 313 autorizzò il culto e, in seguito, abolì le feste pagane, affidò i giudizi civili ai vescovi, esonerò il clero dalle tasse. Infine, presiedette il Concilio di Nicea, che formulò le dottrine ufficiali. Gli imperatori successivi dettero alla Chiesa una struttura gerarchica, modellata sulle province imperiali, con a capo il vescovo di Roma. I cristiani della periferia dell&#8217;impero resistettero all’unificazione: per tutto il quarto secolo si ebbero eresie, ribellioni, ritorni al paganesimo. Ma, con Teodosio, dal 380 l’Impero proibì i culti non cristiani e perseguitò ogni deviazione, a colpi di condanne a morte e confische dei beni.</p>
<p>Qui c’è una regolarità.</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Regolarità storica sulle grandi religioni</em></p>
<p style="padding-left:30px;">Ebbero l’aiuto del potere politico.</p>
<p>Una volta installate, le grandi religioni non richiedevano l’uso ininterrotto della forza. Finché il clero ha capacità militare la massa dei credenti non si azzarda a fare scismi ed eresie. Gli unici pericoli venivano dai pochi devoti pronti a rischiare la vita per trovare il vero Dio. Questi devoti erano puntualmente schiacciati. Nel Medioevo ogni tanto spuntava un eretico che predicava dottrine nuove, raccoglieva un seguito, si faceva notare ed era soppresso dalle autorità. Le uniche eresie fortunate furono quelle armate: nel XII secolo gli albigesi si sparsero per la Provenza protetti dai nobili locali e ci volle una Crociata per ucciderli tutti; nel XV secolo gli hussiti crearono una Chiesa boema grazie alla defenestrazione di Praga e alle guerre che ne vennero; nel XVI secolo Martin Lutero fu difeso da Federico di Sassonia e dagli altri principi tedeschi, che sfruttarono la Riforma per ribellarsi a Carlo V. Quando Thomas Muntzer, un seguace di Lutero, incitò i contadini a fare lo stesso (sfruttare la Riforma per ribellarsi ai principi) Lutero si schierò coi suoi protettori e paragonò i ribelli a “cani rabbiosi”. Poi lasciò che i principi bruciassero Muntzer come eretico.</p>
<p>Altri fatti suggeriscono che è il potere politico a tenere insieme le religioni:</p>
<ul>
<li>gli ebrei, che ebbero Re deboli, furono sempre frammentati; anche oggi si dividono in sefarditi e ashkenazi, riformati e ortodossi, mitnagdim e chassidim, tutti gruppi che non usano le stesse sinagoghe;</li>
<li>i greci antichi non ebbero l’unità politica e il culto si distribuì fra i molti dei dell’Olimpo, i riti orfici, i misteri, gli oracoli delle città;</li>
<li>in India, a parte l’epoca di Asoka e i regni musulmani, il potere optò sempre per la tolleranza religiosa; il risultato è che ogni villaggio induista venera un dio diverso, scegliendo fra Vishnu, Shiva, Devi, Surya, Ganesha, Skanda e un numero di altri dei che, scendessero un giorno sulla Terra, potrebbero riempire un palazzetto dello sport;</li>
<li>non appena l’Impero Romano si divise fra Occidente ed Oriente, il Cristianesimo si scisse in Chiesa Cattolica e Ortodossa;</li>
<li>quando Enrico VIII volle staccare l’Inghilterra dalla Chiesa Romana, in tutto il regno si opposero in due (John Fisher e Tommaso Moro);</li>
<li>nell’Europa della Riforma i principi erano tanti e decidevano la religione dei sudditi; ci furono così i luterani, i calvinisti, i battisti e molti altri gruppi; quelli che nessun principe sceglieva erano perseguitati; molti si imbarcarono per l’America, dove il potere non si preoccupò mai dell’unità religiosa, impegnato com’era a perseguitare i pellerossa.</li>
</ul>
<p>Oggi nel mondo occidentale le religioni non hanno capacità militare. Potreste dirmi: “Guarda, il cattolicesimo non è più religione di stato, eppure non si frammenta”. Rispondo: si frammenta. I cattolici fondano gruppi, come i Focolarini, i Neocatecumenali, i Legionari di Cristo, Comunione e Liberazione, l’Opus Dei, Pax Christi, la Comunità di Sant’Egidio, che vivono separati, ciascuno con le sue regole, i suoi luoghi di incontro, i suoi capi. Per ora, nessuno di questi gruppi si separa da Roma: il Papa e i vescovi hanno abbastanza influenza sui politici per ottenere denaro, appoggi e privilegi a vantaggio di tutti. E’ un franchising, dove la centrale ha un’insegna (“Chiesa Cattolica”) e la affida a negozianti che si gestiscono in autonomia. Ma basterebbe un Papa poco incline ai maneggi mondani e il flusso di risorse dai politici si inaridirebbe: allora qualche gruppo potrebbe optare per lo scisma. La stessa strada potrebbe essere presa da un leader religioso ambizioso e trascinatore delle folle, capace di procacciarsi da solo le risorse per i suoi devoti. Ciò mi porta a una predizione:</p>
<p style="padding-left:30px;"><em>Predizione sulla Chiesa Cattolica</em></p>
<p style="padding-left:30px;">All’arrivo di un Papa pauperista o di leader religiosi ambiziosi e trascinatori delle folle, la Chiesa Cattolica andrà in pezzi.</p>
<br />Pubblicato in: Roba vecchia Tagged: religione, storia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/486/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=486&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli intellettuali operano nel mercato delle controversie, non della verità; comunque amano che lo Stato limiti la concorrenza</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/25/gli-intellettuali-operano-nel-mercato-delle-controversie-non-della-verita-comunque-amano-che-lo-stato-limiti-la-concorrenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 13:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione anno zero]]></category>
		<category><![CDATA[La frase migliore che ho letto oggi]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[mercato delle idee]]></category>
		<category><![CDATA[Ronald Coase]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La domanda per i servizi dello scrittore e del preparatore di discorsi dipende, in misura considerevole, dall&#8217;esistenza di controversie &#8211; e affinché la controversia esista è necessario che la verità non si stagli sola e trionfante&#8221;. Ronald Coase (a destra) &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/25/gli-intellettuali-operano-nel-mercato-delle-controversie-non-della-verita-comunque-amano-che-lo-stato-limiti-la-concorrenza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=467&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-469 alignright" title="Ronald Coase" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/09/ronald-coase.jpg?w=500" alt="Ronald Coase"   /></p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;La domanda per i servizi dello scrittore e del preparatore di discorsi dipende, in misura considerevole, dall&#8217;esistenza di controversie &#8211; e affinché la controversia esista è necessario che la verità non si stagli sola e trionfante&#8221;.</p>
<p><a title="Ronald Coase" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ronald_Coase" target="_blank">Ronald Coase</a> (a destra) a proposito di perché gli intellettuali non hanno speciali incentivi a cercare la verità. Anzi.</p>
<p>Ho letto la frase in <em><a title="The market for goods and the market for ideas" href="http://books.google.com/books?id=EXT1xxqHOtUC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=market+for+goods+and+the+market+for+ideas&amp;ei=OI7bSMyiCpKQzQSJ9eHrDg&amp;hl=it&amp;sig=ACfU3U2LfOzNb3cFQYY4q4BG02R0XN430A#PPA64,M1" target="_blank">The Market for Goods and the Market for Ideas</a></em> (p. 390 dell&#8217;<a title="JSTOR - The market for goods..." href="http://www.jstor.org/sici?sici=0002-8282(197405)64:2&lt;384:TMFGAT&gt;2.0.CO;2-6" target="_blank">originale</a>), un articolo del 1974 dedicato al problema seguente: perché i difensori del laissez-faire nel mercato delle idee spesso amano vedere lo Stato intervenire nel mercato dei beni? Più in breve: perché la libera circolazione degli errori intellettuali va bene mentre quella delle merci avariate no?</p>
<p>Secondo Coase, questo problema è collegato a un altro problema: perché i giornali difendono la libertà di stampa come fosse la linea del Piave ma poi tollerano che lo Stato tenga la televisione al guinzaglio? Se ci pensate, in Italia nessun giornalista della carta stampata si è mai bruciato vivo per protesta contro il controllo pubblico della Rai. E a lamentarsi che un politico controlli le tre reti nazionali restanti è rimasto giusto Marco Travaglio, <a title="Carta canta/2" href="http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2020938.html" target="_blank">che non pare benvoluto dai suoi colleghi</a>. </p>
<p>Né ho visto gran stracciamenti di vesti sui giornali <a title="Informazione clandestina - Il caso di Carlo Ruta" href="http://095.bloglist.it/2008/09/08/informazione-clandestina-il-caso-di-carlo-ruta/" target="_blank">quando il Tribunale di Modica ha fatto chiudere il blog di Carlo Ruta per il reato di &#8220;stampa clandestina&#8221;</a> (in sfregio allo spirito e alla lettera dell&#8217;<a title="art. 21 della Costituzione" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131299/articolo.htm" target="_blank">art. 21 della Costituzione</a>).</p>
<p>La spiegazione di Coase:</p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;Il mercato delle idee è il mercato nel quale gli intellettuali fanno il loro commercio. La spiegazione del paradosso è l&#8217;interesse egoistico e l&#8217;autostima. L&#8217;autostima porta gli intellettuali a magnificare l&#8217;importanza del loro mercato. Che gli altri debbano essere regolati sembra naturale, soprattutto perché molti degli intellettuali vedono se stessi come regolatori. Ma l&#8217;interesse egoistico si combina con l&#8217;autostima per assicurare che, mentre gli altri sono regolati, la regolazione non si applichi a loro&#8221; (p. 386).</p>
<br />Pubblicato in: Informazione anno zero, La frase migliore che ho letto oggi Tagged: informazione, libertà d'espressione, mercato delle idee, Ronald Coase <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/467/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/467/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=467&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Ronald Coase</media:title>
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		<title>La Stampa plagia Attaccabottone</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/24/la-stampa-plagia-attaccabottone/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 17:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informazione anno zero]]></category>
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		<category><![CDATA[Ross]]></category>

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		<description><![CDATA[Complimenti a Ross! Non capita a tutti i blogger di vedersi pubblicato un post su un quotidiano nazionale! Beh, un pezzo di post. Ah, è dentro un altro articolo. Uhm, manca anche il nome di Ross. Aggiornamento (26.09.08): Dario Corradino, il direttore &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/24/la-stampa-plagia-attaccabottone/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=465&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti a Ross! Non capita a tutti i blogger <a title="Aspetto lo stipendio" href="http://attaccabottone.blogspot.com/2008/09/aspetto-lo-stipendio.html" target="_blank">di vedersi pubblicato un post su un quotidiano nazionale!</a> Beh, un pezzo di post. Ah, è dentro un altro articolo. Uhm, manca anche il nome di Ross.</p>
<p><em>Aggiornamento (26.09.08)</em>: Dario Corradino, il direttore di La Stampa online, <a title="Per fare chiarezza su questa vicenda..." href="http://attaccabottone.blogspot.com/2008/09/aspetto-lo-stipendio.html?showComment=1222430340000#c3477676056462241336" target="_blank">scrive a Ross e spiega che l&#8217;articolo col plagio era un&#8217;agenzia di ADN Kronos</a>. Loro si sono limitati a riportarlo, quindi va tutto bene: &#8220;abbiamo legalmente il diritto di riprodurre ciò che le agenzie alle quali siamo abbonati ci vendono&#8221;, dice Corradino.</p>
<p>Vi consiglio di non comprare formaggi da Corradino; se per caso la forma risultasse avariata, e ve ne lamentaste, vi direbbe: &#8220;e io che ne sapevo? non è mica colpa mia se il latte era cattivo! l&#8217;ho pure pagato!&#8221;.</p>
<p><em>Aggiornamento dell&#8217;aggiornamento</em>: a scanso di equivoci, chiarisco che la tirata è del tutto personale e non esprime <a title="Ho appena ricevuto..." href="http://cairoli.simplicissimus.it/2008/09/blogosfera-plagi-che-non-sono-plagi.html#comment-5991" target="_blank">il punto di vista di Ross</a>.</p>
<p><em>Aggiornamento (27.09.08)</em>: La Stampa online ha cancellato l&#8217;articolo che conteneva il plagio.</p>
<br />Pubblicato in: Emersi e salvati, Informazione anno zero Tagged: La Stampa, plagio, Ross <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/465/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/465/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=465&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La scienza islamica</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 11:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scienza islamica]]></category>
		<category><![CDATA[Steven Weinberg]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230; la desalinizzazione, il falconaggio e l&#8217;allevamento dei cammelli&#8221;. Le uniche tre aree dove i paesi musulmani producono scienza eccellente, secondo un&#8217;inchiesta di Nature del 2003. La frase è di Steven Weinberg (a destra), che sostiene che la scienza islamica &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/24/la-scienza-islamica/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=462&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-463 alignright" title="Steven Weinberg" src="http://caminadella.files.wordpress.com/2008/09/steven-weinberg.jpg?w=500" alt="Steven Weinberg"   /></p>
<p style="padding-left:30px;">&#8220;&#8230; la desalinizzazione, il falconaggio e l&#8217;allevamento dei cammelli&#8221;.</p>
<p>Le uniche tre aree dove i paesi musulmani producono scienza eccellente, secondo un&#8217;inchiesta di Nature del 2003. La frase è di <a title="Steven Weinberg" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steven_Weinberg" target="_blank">Steven Weinberg</a> (a destra), che sostiene che la scienza islamica è morta ai tempi di <a title="Al-Ghazali" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al-Ghazali" target="_blank">Al-Ghazali</a> (XII secolo). Weinberg non si dimentica di citare <a title="Abdus Salam" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Abdus_Salam" target="_blank">Abdus Salam</a> e altri scienziati musulmani che, invece, hanno raggiunto grandi risultati dopo essersi trasferiti in Occidente. Il tutto è in <a title="Without God" href="http://www.nybooks.com/articles/21800" target="_blank"><em>Without God</em></a>, un articolo dove Weinberg riassume i motivi principali per cui scienza e religione non abitano spesso sotto lo stesso tetto.</p>
<p><a title="Arash e Kamiar Alaei" href="http://ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it/2008/09/24/arash-e-kamiar-alaei/" target="_blank">Qui un esempio di cosa accade</a> agli scienziati musulmani che lavorano al di fuori delle tre aree di eccellenza.</p>
<br />Pubblicato in: La frase migliore che ho letto oggi Tagged: Abdus Salam, Al-Ghazali, scienza, scienza islamica, Steven Weinberg <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/462/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=462&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Contare senza contare</title>
		<link>http://caminadella.wordpress.com/2008/09/16/contare-senza-contare/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 15:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caminadella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi il New York Times pubblica un gioco sulla capacità di contare senza contare. Il gioco consiste nell&#8217;indovinare se i pallini gialli sullo schermo sono più numerosi di quelli blu; la difficoltà è che appaiono solo per due decimi di &#8230; <a href="http://caminadella.wordpress.com/2008/09/16/contare-senza-contare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=458&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il New York Times pubblica un gioco sulla capacità di contare senza contare. Il gioco consiste nell&#8217;indovinare se i pallini gialli sullo schermo sono più numerosi di quelli blu; la difficoltà è che appaiono solo per due decimi di secondo, meno di quanto vi occorre per iniziare a contarli.</p>
<p>Si indovina molto spesso, ciò che dimostra che abbiamo la capacità in questione (<a title="Gut instinct's surprising role in math" href="http://www.nytimes.com/2008/09/16/science/16angi.html?_r=1&amp;oref=slogin" target="_blank">chi più, chi meno, dicono i ricercatori</a>); il premio è la caratteristica sensazione di trionfo che si vive quando la propria valutazione a naso si rivela esatta.</p>
<p><a title="Number sense graphic" href="http://www.nytimes.com/interactive/2008/09/15/science/20080915_NUMBER_SENSE_GRAPHIC.html" target="_blank">Qui il gioco</a>.</p>
<p>Via <a title="Gut instinct and math ability" href="http://feeds.feedburner.com/~r/EconomistsView/~3/393969887/gut-instinct-an.html" target="_blank">Mark Thoma</a>, che ha fatto 24/25 (come me).</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/caminadella.wordpress.com/458/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/caminadella.wordpress.com/458/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caminadella.wordpress.com/458/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caminadella.wordpress.com/458/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caminadella.wordpress.com&#038;blog=1012490&#038;post=458&#038;subd=caminadella&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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